Il blog del mulo

Bianca (Nanni Moretti, 1984)

Regia di Nanni Moretti. Con Laura Morante, Nanni Moretti, Remo Remotti, Nicola Di Pinto, Mario Garriba, Claudio Bigagli, Dario Cantarelli, Vincenzo Salemme, Gianfelice Imparato, Enrica Maria Modugno, Roberto Vezzosi, Margherita Sestito, Matteo Fago, Virrie Alexandre, Luigi Moretti, Giorgio Viterbo, Giovanni Buttafava, Mauro Fabretti, Mario Toschi Monaci, Alberto Cracco

Genere Drammatico – Italia, 1984, durata 95 minuti

Nutella e sacher torte: “continuiamo così a farci del male!”

Michele Apicella, un giovane professore di matematica, si stabilisce nella nuova casa romana, dove fa la conoscenza del vicinato, una coppia alle prese con la routine quotidiana ed un simpatico e maturo amante della vita. Solitario, igienista, ossessivo, la sua passione nel tempo libero è l’osservazione dei comportamenti dei propri amici, in particolare delle coppie, di cui analizza e raccoglie meticolosamente i risultati in uno schedario. Nel frattempo nel nuovo istituto dove va ad insegnare, fa la conoscenza di Bianca, professoressa di francese, con cui tenta una relazione sentimentale…
Per il quarto lungometraggio che ha per protagonista nuovamente il personaggio di Michele Apicella, Nanni Moretti si avvale, per la prima volta, della collaborazione dello sceneggiatore Sandro Petraglia, con cui firmerà, di lì a poco, anche La messa è finita. Il film presenta un dispositivo piuttosto compiuto, ha una scrittura che mette a punto un personaggio che si muove in un’Italia anni Ottanta, con la voce di Caterina Caselli, Gino Paoli e di Franco Battiato per colonna sonora. Una pellicola che anche a distanza di tempo, conserva intatta la sua freschezza narrativa e che unisce alla satira di costumi e all’umorismo – la descrizione dell’istituto sperimentale “Marilyn Monroe”, dotato di un bar con pista elettrica, flipper, palestra e slot machines, con tanto di psicoterapeuta per il corpo insegnante e alcune “scenette” nelle quali si svela il disagio affettivo del protagonista, sono gli esempi forse più riusciti – il sarcasmo e la consapevolezza dolorosa dell’impossibilità di raggiungere la felicità.
Bianca racconta di un personaggio che sta a guardare le vite altrui, un amorale che si rifugia nella perfezione della matematica e del suo linguaggio astratto, chiuso al mondo esterno, incapace di mediare nei rapporti e nei sentimenti, con un’attitudine deviante: figurativamente è spesso ripreso dalla mdp nell’atto di osservare, di “rubare” istanti di intimità altrui, in un perenne controcampo, rispetto al proprio interlocutore. Incursione nel cinema di genere, Bianca è una riuscita commedia con toni noir, un omaggio all’atto della visione, un omaggio al cinema, a Hitchcock, con particolare riferimento a La finestra sul cortile, e, più esplicitamente, a Truffaut e al personaggio disarmante del L’uomo che amava che le donne.

Recensione di Luisa Ceretto: https://www.mymovies.it/film/1984/bianca/

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