Il blog del mulo

CACCIA AL LADRO ( Alfred Hitchcock,1955)

Un film di Alfred Hitchcock con Cary GrantCharles VanelGrace KellyBrigitte AuberBess FlowersJessie Royce Landis.Cast completo Titolo originale: To Catch a Thief. Genere Commedia – USA1955durata 97 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16

Caccia al ladro appartiene a un periodo particolarmente prolifico della carriera di Hitch: in un anno e mezzo, dal luglio ’53 al novembre ’54, girò infatti ben quattro film (Il delitto perfetto, La finestra sul cortile, Caccia al ladro La congiura degli innocenti). Caccia al ladro era il secondo film girato da Hitch per la Paramount dopo La finestra sul cortile ma – a ulteriore dimostrazione che Hitchcock era capace di modificare il tipo di messa in scena in modo radicale da un film all’altro – ne risultò un’opera completamente diversa. Se La finestra sul cortile aveva rappresentato una riuscitissima sfida cinematografica alla fissità” della situazione e della scenografia, Caccia al ladro fu invece un film all’insegna del movimento. La Paramount aveva appena messo a punto un nuovo sistema, il VistaVision, in grado di dilatare l’inquadratura e migliorarne la definizione ed era ansiosa di utilizzarlo. Il soggetto di Caccia al ladro fu in effetti suggerito a Hitchcock dalla casa di produzione, che per promuovere il VistaVision mirava a immagini di grande effetto e spettacolarità: cosa avrebbe potuto esser meglio della pittoresca Costa Azzurra? Il sistema produttivo hollywoodiano – minacciato dalla concorrenza della nascente industria televisiva – era in quel periodo in cerca di novità; si affermava la tendenza a uscire dagli studi e a fumare sui luoghi reali, meglio ancora all’estero, dove i costi erano spesso più contenuti. Hitch non si sottrasse alle nuove esigenze e si dispose a partire per l’Europa (a parte alcune scene di Topaz, Caccia al ladro è l’unico film di Hitch girato in Francia).
Le riprese furono effettuate nell’estate del 1954 e quel periodo costituì per Hitch una piacevole parentesi; grazie all’aiuto della moglie Alma e alla presenza di Cary Grant e Grace Kelly, attori fra i suoi preferiti, ebbe modo di lavorare in un’atmosfera familiare e rilassante, tanto che si concedette – cosa insolita per lui – anche ampi margini di improvvisazione sul set. Ormai famoso, veniva riconosciuto ovunque ed era sempre attorniato da un nugolo di ammiratori: nonostante i fastidi e gli intralci che questo comportava,
certo era per Hitch anche motivo di compiacimento. Oltre a Hitch anche tutti quelli che parteciparono alla realizzazione del film lavorarono bene, ottenendo ottimi risultati e notevoli soddisfazioni: lo sceneggiatore John Michael Hayes creò dialoghi brillanti e pieni di arguti sottintesi (da notare in particolare le battute dei protagonisti nella scena dei fuochi d’artificio), gli attori fornirono interpretazioni assolutamente adeguate alle loro parti, il fotografo Robert Burks perseguì un’atténta ricerca cromatica vincendo un meritatissimo Oscar, lo scenografo Joseph MacMillan Johnson ottenne una nomination, come pure la sempre brava costumista Edith Head. Quest’ultima ebbe modo di sbizzarrirsi quanto voleva, sia con gli abiti di Grace Kelly, sia con i costumi del ballo in maschera: non a caso Caccia al ladro fu per lei uno dei film che ricordava con più piacere.
Il film fu accolto molto favorevolmente dal pubblico e la critica americana dell’epoca – che non aveva ancora sondato in profondità il cinema di Hitch – proclamò ancora una volta Hitchcock maestro dell’entertainment, del divertimento brillante e disimpegnato.
“Tutto sa di vacanza, di fantasia di colori. La satira è sempre caustica ma, raggiunto lo scopo, ricade nel sorriso, non nella smorfia”, scrivono Claude Chabrol ed Eric Rohmer nel loro libro su Hitch. E ancora, utilizzando una metafora alquanto azzeccata: “Per quanto riguarda la forma presenta un affascinante potpourri dei motivi – perfino i motivi musicali della partitura – del periodo americano Pegno di una scommessa formale ben definita. Piuttosto che alla struttura serrata di un canone, di una fuga in parti, ci fa pensare allo stile concertante, dove ciascuna voce fa sentire a turno la sua melodia. E le “cadenze” sono numerose, pezzi di bravura che non sono semplici esercizi di acrobazia cinematografica, ma una rassegna del lusso visivo”. E, a titolo di esempio, i due autori elencano le riprese aeree del paesaggio francese, la scena al mercato dei fiori, quella dei fuochi d’artificio e il ballo in maschera del finale. A noi spettatori di oggi, ormai avvezzi – in seguito ai continui perfezionamenti dell’immagine cinematografica – al “lusso visivo” più sfrenato, è necessario un piccolo sforzo di immaginazione per comprendere appieno la spettacolarità e la bellezza delle inquadrature di questo film ormai lontano nel tempo (tanto-più non vedendolo sul grande schermo richiesto dal sistema VistaVision).
Ma non è solo l’elevata qualità visiva, quasi pittorica, delle immagini che incanta in Caccia al ladro. E anche il tono leggero e ironico della narrazione, il gioco dell’inseguimento e quello, altrettanto divertito, dell’amore, a cui prestano volto e figura due attori affascinanti e maliziosi. Contribuiscono all’atmosfera viva-
ce – eppure non priva di un sottile sfondo di malinconico disincanto – una serie di gag visive e narrative -: il volto incremato di una donna che urla come una dannata (sembra che abbia scoperto un cadavere, ma in realtà si tratta solo di un furto di gioielli); le simmetrie nelle figure dell’ex ladro e della sua imitatrice (la maglia a strisce bianche e blu di Robie, quella bianca e rossa di Daidelle, la pettinatura simile con la riga però da parti opposte); la sigaretta spenta nel tuorlo dell’uovo; il primo piano minaccioso delle gambe e dell’ombra di un bagnino, per la verità del tutto innocuo e ininfluente ai fini della trama; i busti dei protagonisti che si inclinano a destra e a sinistra durante la corsa in macchina, come in una comica; la geometria asettica dei tetti dove si svolge l’inseguimento finale (sembrano fatti con il Lego) contrapposta al barocchismo della festa in costume…
Un film spumeggiante, con un retrogusto piacevolmente amaro (la nostalgia per il tempo che fu, l’eterna difficoltà del rapporto uomo-donna, il finale): non per nulla Caccia al ladro fu soprannominato “lo champagne di Hitchcock”.
A parte il tema generale e ricorrente dell’innocente ingiustamente accusato e dello scambio di colpe, è curioso come in Caccia al ladro si assommino una serie di precisi riferimenti e di anticipazioni ad altri film del regista: Grace Kelly al volante a fianco di Cary Grant ricorda la corsa spericolata della Bergman in Notorious; l’intraprendenza amorosa di Frances rammenta quella di Lisa nella Finestra sul cortile (l’atto di spegnere i paralumi nella scena dei fuochi d’artificio è il perfetto pendant di quello, inverso, compiuto da Lisa quando appare per la prima volta nella Finestra), così come del tutto analoghi sono la sua morbosa curiosità (qui per il furto, lì per il delitto) è il suo desiderio di matrimonio (e, come nel film precedente, anche qui il finale è ambiguo); il personaggio di Frances, ricca e un po’ dissoluta, anticipa in parte quello di Melanie negli Uccelli. Numerose inoltre le anticipazioni di Intrigo internazionale: il rapporto contrastato fra i protagonisti, la seduzione a opera della donna, la scena dell’aereo (in Caccia al ladro, Robie in fuga su un motoscafo è ricercato da un bimotore della polizia), l’inseguimento finale e il salvataggio in extremis dal precipizio. Ci fermiamo qui, senza aver esaurito i possibili raffronti. Ma non si tratta di un gioco di citazioni fine a se stesso: è che la cifra stilistica dell’artista, i temi a lui cari, l’intelligenza e la mano del Maestro, insomma, sono sempre presenti nella sua opera, così come lo sono, per esempio, in un dipinto di Picasso, sia esso Guernica o un solare paesaggio della ridente Costa Azzurra.

commento visibile qui:

https://www.mymovies.it/film/1955/caccia-al-ladro/

tres, che anche oggi vi propone un bel film classico rippato dal mio DVD con il consueto software DVDFAB11

One reply to “CACCIA AL LADRO ( Alfred Hitchcock,1955)

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