Il blog del mulo

Caccia spietata (David Von Ancken, 2006)

Regia di David Von Ancken. Con Pierce Brosnan, Liam Neeson, Anjelica Huston, Michael Wincott, Ed Lauter, Robert Baker, John Robinson, Kevin J. O’Connor, Tom Noonan, Xander Berkeley, Angie Harmon, Wes Studi, Jimmi Simpson, James Jordan, Nate Mooney

Titolo originale: Seraphim Falls. Genere Drammatico – USA, 2006, durata 116 minuti

Prodotto da Mel Gibson, un film ricco di violenza dal messaggio pacifista

Ruby Mountains, 1868. La Guerra Civile americana è terminata ma non per tutti. C’è ancora qualcuno che cerca vendetta. Si tratta dell’ex militare sudista Carver che, con un piccolo gruppo di uomini, dà la caccia al nordista Gideon. Il motivo lo possiamo intuire ben presto ma ne saremo certi solo nell’ultima parte della vicenda. Gideon fugge nei boschi innevati, viene ferito ed è costretto a togliersi la pallottola da un braccio. Ma la sua fuga continua coinvolgendo anche altre persone mentre il gruppo di Carver, grazie all’abilità dell’inseguito, si assottiglia progressivamente.
Due attori di origine irlandes (Brosnan e Neeson) che ben conoscono le ferite che lascia una guerra civile si confrontano con intensità in un western per questi tempi inusuale (come ormai lo è divenuto il genere). Inusuale perché se il confronto tra il ‘buono’ e il ‘cattivo’ del recente Quel treno per Yuma si esplicitava in lunghi dialoghi qui le parole sono centellinate ma non per ricordare in modo didascalico i silenzi di Sergio Leone quanto piuttosto per immergere questa storia di ricerca di vendetta nei suoni della Natura che passano dal gelo dei boschi innevati all’aridità del deserto.
Von Ancken (regista di alcuni episodi della serie Cold Case e qui alla sua opera prima al cinema) si muove a suo agio in questi spazi grazie anche alla fotografia di John Toll, premio Oscar per Braveheart.
Proprio da questo nome emerge la cifra stilistica del film perché la produzione è Icon, cioè la casa di produzione di proprietà di Mel Gibson. La sceneggiatura sembra scritta su misura su quello che è diventato il marchio di fabbrica gibsoniano. Von Ancken si è dato da fare nelle sue dichiarazioni per paragonare la Guerra Civile americana alla guerra in Iraq ma le sue buone intenzioni debbono essere rimaste nella pagine finite nel cestino perché nel film non c’è traccia (ed è un bene) di riferimenti all’attualità. Ciò che invece c’è è un messaggio pacifista raggiunto con la tecnica a cui il suo produttore ci ha abituato. Che si tratti di Gesù o che ci si occupi di Maya e conquistadores per giungere al messaggio positivo si ‘deve’ passare attraverso una serie di versamenti di sangue. Così non ci vengono risparmiate una cauterizzazione di ferita a vista, l’immersione di arti che rischiano il congelamento nella pancia di un uomo appena ucciso, gli intestini di un cavallo con conseguente altra sanguinolenta sorpresa e così via.
Tanto che alla fine, osservate l’ultimo gesto del film, ti viene il dubbio che il titolo vero avrebbe potuto essere “The Knife – Il coltello”. Con buona pace del pacifismo appiccicato all’ultimo. Tre stelle nonostante.

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/2006/cacciaspietata/

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