Il blog del mulo

Cane mangia cane (Paul Schrader, 2016)

Regia di Paul Schrader. Con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Louisa Krause, Paul Schrader, Magi Avila, Omar J. Dorsey, Reynaldo Gallegos, Louis Perez

Titolo originale: Dog Eat Dog. Genere Azione, Drammatico, Thriller, – USA, 2016, durata 93 minuti

Un noir dall’effetto ipnotico che procede a spiacciarci e a vagare in maniera disordinata attraverso gli eventi

Troy, Mad Dog e Diesel si sono conosciuti in carcere e hanno formato un sodalizio che dura anche fuori dalle sbarre. La loro quotidianità è fatta di violenza efferata e sopraffazione, perpetrata e subìta. Un boss affida loro l’incarico di rapire un bambino ma le cose si complicano e il trio si trova a sfuggire a tutori della legge e malviventi in egual misura.
Paul Schrader, sceneggiatore di (fra gli altri) Taxi Driver e Toro scatenato e regista di (fra gli altri) American Gigolo e Lo spacciatore, torna dietro la cinepresa dopo l’inclassificabile The Canyons.
Questa volta dirige una sceneggiatura tratta dal romanzo “Cane mangia cane” di Edward Bunker, lo scrittore ed ex carcerato sui cui testi sono stati basati noir di culto come Le iene e Animal Factory. E Schrader si butta nell’impresa con lo spirito anarchico e la libertà d’azione a lui concessa dal bassissimo budget, dalla cementata reputazione e dai 70 anni ormai raggiunti. Così come Martin Scorsese – l’autore con cui Schrader ha più spesso lavorato da sceneggiatore – a 70 anni si è regalato The Wolf of Wall Street, il regista di Cane mangia cane si regala questo noir fuori formato, violentissimo e ironico, nichilista come solo Bunker sa essere e allo stesso tempo fedele ad un codice d’onore tutto sommato romantico fatto di lealtà e amicizia.
Schrader, la cui matrice spirituale resta fortissima (è calvinista e ha sceneggiato L’ultima tentazione di Cristo, per dirne due), dà voce a un personaggio, Mad Dog, che afferma di cercare la redenzione (tema portante di tutto il cinema del regista-autore) e tuttavia continua a compiere delitti terrificanti: addirittura il film (come il romanzo) si apre su un duplice omicidio di Mad Dog contro una donna e una bambina, facendoci credere che sia lui il protagonista unico della storia.
Cane mangia cane procede a spiazzarci e a vagare in maniera disordinata e confusa attraverso gli eventi esattamente come i tre protagonisti, la cui uscita dal carcere non rappresenta l’inizio di una vita più lineare ma il proseguimento del caos esistenziale. La loro progressione è orizzontale come tutte le immagini del film, che sconfinano l’una nell’altra “a tendina”, replicando la longitudinalità strutturale di certa architettura americana: il diner, la sala da giochi, il supermercato. Troy, Mad Dog e Diesel sono personaggi senza profondità che non sanno muoversi (men che meno guardare) verso l’alto, e dunque si spostano da un luogo all’altro come i granchi, senza mai provare l’ebbrezza dell’ascesa.

Recensione: https://www.mymovies.it/film/2016/dogeatdog/

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