Il blog del mulo

C’era una volta (Francesco Rosi, 1967)

Regia di Francesco Rosi. Con Dolores Del Rio, Sophia Loren, Omar Sharif, Georges Wilson, Leslie French, Carlo Pisacane

Genere Fantastico – Italia, 1967, durata 115 minuti

Celebrazione spiritosa e nostalgica, incentrata soltanto sul piacere del racconto per il racconto

Sud Italia, Diciassettesimo secolo. Rodrigo, un principe spagnolo, sta cercando di domare un cavallo quando si imbatte in Isabella, una popolana bella e cocciuta almeno quanto lui. Poco prima, il frate Giuseppe da Copertino aveva presagito al rampollo che si sarebbe sposato con la donna che gli avesse preparato e fatto mangiare sette gnocchi. Invaghitosi di Isabella, Rodrigo le chiede di preparare la magica pietanza, ma per fame, la giovane ne mangia uno prima di portargli il piatto, annullando così l’effetto della profezia. Incantesimi e peripezie di ogni genere ostacoleranno l’amore tra i due fino ad una gara in cui le pretendenti del principe si sfideranno in una singolare prova di abilità.
Nell’impegnato percorso di Francesco Rosi, C’era una volta rischia di passare come un’occasione minore, pressoché un film inutile perché distante da quelle tematiche che hanno reso e continueranno a rendere l’opera del regista napoletano un caposaldo del cinema engagé. Eppure questa favola erudita e gradevole, a guardare bene, non rispecchia una fase di appannamento creativo né un (eccessivo) compromesso con la ditta Ponti-Loren, apparendo piuttosto come una pausa divertita in cui è ugualmente avvertibile un imperioso polso registico. Coadiuvato dalla magica fotografia di Pasqualino De Santis, Rosi immerge lo spettatore in un gioco oltremodo dinamico, fatto di divertenti caratterizzazioni, riuscitissime sequenze (il sabba delle streghe, capitanate da un Carlo Pisacane en travesti, la giostra…) e preziosi dettagli cromatici che evocano le reali vibrazioni di una favola in cui si registrano pochi momenti di stanca. Celebrazione spiritosa e nostalgica, incentrata soltanto sul piacere del racconto per il racconto, la sceneggiatura prende spunto da varie novelle di Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille (1634) di Giambattista Basile, amalgamate con cura nella sceneggiatura firmata da Tonino Guerra, Raffaele La Capria, Giuseppe Patroni Griffi e dallo stesso Rosi.
Nel medesimo anno di La contessa di Hong Kong di Charlie Chaplin e Questi fantasmi di Renato Castellani, Sophia Loren dà mostra delle sue innate capacità di calarsi in ruoli legati alla sfera popolana così come di un’invidiabile forma fisica. Da parte sua, l’egiziano Omar Sharif, reduce dal successo planetario di Il dottor Živago, fa il principe spagnolo con slancio e convinzione.
Atipico e fuori dal coro, fantastico in senso proprio, C’era una volta gode di un’immeritata cattiva fama che andrebbe ridimensionata con una visione più accorta e al di fuori di ogni pregiudizio legato al percorso del suo autore. Musiche idonee di Piero Piccioni.

Recensione di Marco Chiani: https://www.mymovies.it/film/1967/ceraunavolta/

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