Il blog del mulo

Crime Spree.In fuga da Chicago (Brad Mirman, 2003)

Regia Brad Mirman. Con Harvey Keitel, Gérard Depardieu, Johnny Hallyday, Renaud Sechan, Saïd Taghmaoui, Stéphane Freiss, Shawn Lawrence, Albert Dray, Joanne Kelly, Richard Bohringer, Abe Vigoda, Gino Marrocco, Sal Figliomeni, Diego Chambers, Carlos Diaz, Louis Di Bianco, Jeff Geddis, Rick Sood, Cam Natalie, Philip MacKenzie, Lory Wajnberg, Ron Kennell, Scott Watson, Lyriq Bent, P.J. Ingram, D. Garnet Harding, Geoffrey Coulter, Reginald Doresa, Kiera Belley, Chris Collins, Richard Bauer, Dwayne McLean, Joyce Gordon, Billy Khoury, Liz Gordon, Philip Marshall, Rhona Shekter, Plato Fountidakis, Hakan Coskuner, Michel Perron

Commedia, Poliziesco, durata 98 min. – Canada, Gran Bretagna 2003

Criminali indegni di tale appellativo!

Bastaldi spedisce la sua banda di rapinatori squinternati da Parigi a Chicago per rubare i gioielli di una ricca famiglia. Le cose si mettono subito male per Daniel e i suoi: rubano la macchina al capo di una pericolosa gang latina, sbagliano casa e si ritrovano a rapinare per errore Frankie Zammeti, il numero due della mafia di Chicago. Gli portano via pochi soldi e delle audiocassette che contengono delle conversazioni molto compromettenti per Zammeti che sta progettando di uccidere Angelo, il numero uno. Mezza città si mette sulle loro tracce: l’FBI, la gang ispanica, gli scagnozzi di Zammeti… E Bastaldi, cosa c’entra con il grosso equivoco?
Mirman fa il grande salto dalla sceneggiatura alla regia, atterra male e si rompe una gamba. La sua opera prima da regista, sebbene risollevi le sue quotazioni di scrittore non proprio eccelso, segna infatti un esordio approssimativo e privo di solide basi tecniche: il testo ci sarebbe anche, le gag sarebbero anche divertenti, i personaggi resterebbero anche simpatici, se il tutto non fosse amalgamato con un collante tanto pastoso da renderlo indeglutibile. L’impianto gangsteristico-demenziale è condito da battute carine, ma tanto lente da indurre al più una risatina al rallentatore. Ne viene fuori una specie di Lock & Stock senza brio: cioè quasi niente.
Usare così un cast di questa caratura è uno spreco imperdonabile: speriamo che il buon Mirman abbia la coscienza di limitare questa sua regia al ruolo di “una tantum”

Recensione di Davide Morena: https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35153

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