Il blog del mulo

Grand hotel (Edmund Goulding, 1932)

Regia di Edmund Goulding. Con Greta Garbo, John Barrymore, Joan Crawford, Lionel Barrymore, Wallace Beery, Lewis Stone, Jean Hersholt, Robert McWade, Purnell Pratt, Ferdinand Gottschalk, Rafaela Ottiano, Morgan Wallace, Tully Marshall, Frank Conroy, Murray Kinnell

Genere Drammatico – USA, 1932, durata 115 minuti

Al Grand Hotel di Berlino, si intrecciano le esistenze di una serie di personaggi. C’è madame Grusinskaya, una celebre ballerina russa sul viale del tramonto corteggiata da Felix von Geigern, un sedicente barone che in realtà è un abile ladro; c’è Flaemmchen, la giovane e attraente segretaria del burbero signor Preysing; e c’è Otto Kringelein, un modesto impiegato dalla salute malferma.
“Grand Hotel. Gente che viene, che va… tutto senza scopo”. Con tale commento, pronunciato da uno dei clienti di un noto albergo di Berlino, si apre e si chiude uno dei più famosi film americani degli anni ’30, il mitico Grand Hotel. Basato su un romanzo della scrittrice austriaca Vicky Baum, sceneggiato da William A. Drake, Grand Hotel è stato uno dei maggiori campioni d’incassi della MGM, che proprio con questo titolo lanciò la formula dei film all-star, vale a dire di quelle pellicole contraddistinte da storie corali ed interpretate da un gran numero di divi. Prodotto dal leggendario Irving Thalberg e diretto dal regista Edmund Goulding, Grand Hotel ottenne uno strepitoso successo al botteghino e vinse addirittura il premio Oscar come miglior film del 1932.
Ambientato interamente all’interno di un lussuoso hotel di Berlino, il film di Goulding ebbe il merito di riunire per la prima volta nella stessa pellicola tutti i più importanti attori al servizio della MGM: i due fratelli John e Lionel Barrymore, il caratterista Wallace Beery, la giovane star in ascesa Joan Crawford e soprattutto la “divina” Greta Garbo, che qui interpreta il ruolo di madame Grusinskaya, una ballerina russa che si innamora perdutamente del ladro-gentiluomo Felix von Geigern (John Barrymore). Ma quella dell’amore tra il barone von Geigern e madame Grusinskaya è solo una delle varie sotto-trame che si alternano nel corso del film, sempre in ammirevole equilibrio fra humor e dramma, fra commedia e tragedia.
Non privo di qualche eccesso melodrammatico, rivisto oggi Grand Hotel può apparire forse un po’ convenzionale nella costruzione delle vicende e nel tono dei dialoghi; eppure, resta ancora bellissimo per il disegno dei personaggi e per quella sua aurea di dolente romanticismo che ne ha fatto un autentico simbolo dell’età d’oro di Hollywood. Eccezionale il cast, con una Crawford che in più di un’occasione ruba la scena ai suoi comprimari e la Garbo che brilla di luce propria; è in questo film che la splendida attrice svedese pronuncia la sua indimenticabile battuta I want to be alone (“Vorrei essere da sola”).

Recensione di Stefano Lo Verme: https://www.mymovies.it/film/1932/grandhotel/

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