Il blog del mulo

IL FIGLIO PIÙ PICCOLO (Pupi Avati, 2010)

Un film di Pupi Avati con Christian De SicaLaura MoranteLuca ZingarettiSydne RomeNicola Nocella.Cast completo Genere Drammatico – Italia2010durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 19 febbraio 2010 distribuito da Medusa.

Descrive la realtà dei nostri tempi, e della nostra Italia in particolare, fotografata in certi ambienti, sporcati, oltre che dalla delinquenza, da grande volgarità e bruttezza dell’anima. Gli attori sono bravissimi e si muovono in un’atmosfera, a tratti inquietante e a tratti struggente, sottolineata da un andamento musicale perfetto per la storia rappresentata. Ho letto varie recensioni e, pur tra gli elogi, mi è parso che alcune voci lamentino che il film avrebbe dovuto essere più ‘di denuncia’, che sia troppo assolutorio. E così ‘Il figlio più piccolo’ rischia di essere scambiato per un film ‘piccolo’, ma tale non è! Occorre guardarlo con molta attenzione per riuscire ad interpretare come si deve e a comprenderne il senso ultimo. Dal tono volutamente dimesso, quasi con i toni di una ‘commedia all’italiana’, il film rifiuta del tutto la ‘denuncia’, quella spicciola – da quattro soldi – che siamo abituati a fare nelle chiacchere da bar o davanti alla tele accesa, schierandoci per questo o quel partito politico… chiedendoci cosa sia meglio o peggio. Qui siamo in uno spazio più alto, quello del ‘ non giudizio’, quel luogo o ‘Campo’ come lo chiama Rumi, il poeta e mistico sufi, dove si sospende ogni giudizio appunto. Quello stesso ‘Campo’ può corrispondere al ‘Regno dei cieli’ qui sulla terra. A Pupi Avati non interessa ‘la denuncia’. Intuitivamente, con la forza dell’emozione, va verso questo ‘Campo’ su una strada già tracciata da grandi anime. Con la stessa forza dell’emozione indica il cammino, attraverso le soluzioni che sceglie per la sua storia, indicate dalle espressioni e posture dei suoi attori. I protagonisti ‘delinquenti e cattivi’ sono dei perdenti fragili (e quando mai la Forza è personificata dalla delinquenza?) e i ‘buoni’ alla fine vincono, perchè risultano felici (anche se la visione comune li vede come dei ridicoli ingenui). Ci sono, nel film, tanti particolari che indicano la strada per comprendere… gli sguardi persi di Baietti/De Sica, così terribilmente bamboccione fino a quell’ultima scena sul terrazzino di casa, ripreso dal basso, quasi una larva. E l’abbraccio finale tra lui e il professor Bollino “ Abbracciamoci! Sedici anni siamo stati insieme e non ci siamo mai abbracciati… sono stati poi anni belli!” Lo dicono, ma non ci credono neanche loro. E, mentre il professor Bollino narra qualcosa che potrebbe spiegare le origini del perché si è messo dietro a tutto questo, e che poi potrebbe spiegare anche i sandali, il suo essere ipocondriaco, il somatizzare e altro ancora, ecco che Baietti/De Sica non lo ascolta neppure, si addormenta. Uomini che non sono mai diventati uomini. Invece, l’emozione sul volto di Baldo e della madre Fiamma… il loro amare, riaccogliere, nonostante tutto, quel miserabile che è Baietti… bé, non c’è dubbio che sono loro i vincitori morali nella storia, con quel sentimento della ‘compassione’ che a noi pare così ingenuo e fuori moda. Fare una semplice denuncia è oramai un atto di arcaica modalità. Pupi Avati segue un’altra via, indicata da grandi figure spirituali, e ora avallata dalle più attuali conoscenze quantistiche. Il Dalai Lama invita ad una rivoluzione interiore… modificare l’esistente partendo da un proprio cambiamento. Più che l’odio e la rabbia, il sentimento della compassione può modificare, in meglio, la realtà esterna.

commento visibile qui:

https://www.mymovies.it/film/2010/ilfigliopiupiccolo/

tres, che vi propone anche questo bel film, sempre rippato dal mio DVD con il consueto software: DVDFAB11

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