Il blog del mulo

Il pasticciere (Luigi Sardiello, 2012)

Regia di Luigi Sardiello. Con Antonio Catania, Rosaria Russo, Ennio Fantastichini, Sara D’Amario, Antonio Stornaiolo, Ivan Zerbinati, Emilio Solfrizzi, Silvana Bosi, Luca Cirasola

Genere Drammatico, – Italia, 2012, durata 97 minuti

Il pasticciere osa molto e si spinge in direzioni inesplorate, alla ricerca di un linguaggio espressivo originale e innovativo

Achille Franzi è un pasticciere convinto che la sua missione sia “portare la dolcezza nella vita degli altri”. A questa missione Achille si dedica con devozione e perseveranza ma un giorno, durante una visita di lavoro presso un faccendiere, si imbatte suo malgrado in un delitto. Da quel momento la sua vita, fino ad allora a tinte caramello, diventa un noir sempre più inquietante, e gli incontri con un misterioso “avvocato” e una conturbante ex prostituta accompagnano la sua discesa nell’ambiguità.
Quella de Il pasticciere è l’odissea di un uomo tranquillo dotato però di un talento speciale e di una natura buona e leale, alle prese con guai più grandi di lui e scelte sempre più difficili. L’ambientazione, in una terra straniera dove si parla una lingua a lui sconosciuta, accresce la sensazione di straniamento di Achille e degli spettatori, e dà alla storia la seconda lettura di parabola sui confini fisici e morali che scegliamo o meno di oltrepassare. La cura con cui è confezionata ogni inquadratura è il linguaggio cinematografico confacente per raccontare la storia di un uomo che ha fatto dell’attenzione al dettaglio la propria ragione di vita, e insieme all’ambientazione straniera contribuisce a collocare Il pasticciere all’interno dell’iconografia europea piuttosto che di quella italiana.
Anche la costruzione del personaggio di Achille è insolita per il panorama italico contemporaneo, perché Achille si rivela ricco di sorprese, ovvero prende decisioni (narrativamente) inaspettate, ma non incongruenti con il suo carattere schivo e la sua indole pignola. E finalmente viene affidato ad Antonio Catania, uno degli interpreti più sottoutilizzati del nostro cinema, un ruolo da assoluto protagonista, cui Catania presta la sua maschera minimalista ma ricca di sfumature, e la capacità di comunicare integrità e decoro senza fare proclami.
Meno efficace la recitazione dei comprimari, soprattutto Rosaria Russo nella parte dell’ex prostituta Angela, e meno agile il passaggio fra i vari registri narrativi – commedia, farsa surreale, poliziesco – anche a causa di una certa lentezza di racconto. Se l’intreccio noir presenta qualche gap strutturale, per contro i dialoghi, e alcune battute di livello (“Per tenersi un orologio d’oro falso si è dovuto comprare una giacca di cachemire”) sono di una raffinatezza quasi sconosciuta al cinema italiano di oggi. Su tutti dominano gli scambi di cui è protagonista la commissaria di polizia, bene interpretata da Sara D’amario, che pone a se stessa e agli altri le domande giuste, e per questo è l’unica a trovare le risposte adeguate.
Anche se non perfettamente riuscito, Il pasticciere osa molto e si spinge in direzioni inesplorate, alla ricerca di un linguaggio espressivo originale e innovativo. La strada è ancora lunga, ma il coraggio è tutto da premiare.

Recensione di Paola Casella: https://www.mymovies.it/film/2012/ilpasticciere/

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