Il blog del mulo

Il ritratto negato (Andrzej Wajda, 2016)

Regia di Andrzej Wajda. Con Boguslaw Linda, Aleksandra Justa, Bronislawa Zamachowska, Zofia Wichlacz, Krzysztof Pieczynski, Paulina Galazka, Maria Semotiuk, Mariusz Bonaszewski, Jacek Beler

Titolo originale: Powidoki. Titolo internazionale: Afterimage. Genere Biografico, – Polonia, 2016, durata 98 minuti

Un film importante, a tratti commovente. Il testamento spirituale e artistico do Wajda, irriducibile visionario
Nella Polonia del 1948 l’artista e teorico dell’arte Władysław Strzemiński gode di fama e rispetto sia in patria che all’estero. Nella città natale di Łódź è docente all’Accademia di Belle Arti, membro dell’Unione degli Artisti e fondatore del Museo cittadino di Arte Moderna. Ha una figlia ancora bambina ma sveglia, una moglie gravemente malata in ospedale e una squadra di allievi adoranti. Il destino gli ha regalato un immenso talento artistico e uno spirito libero, ma gli ha portato via sia una gamba che un braccio. L’infermità non gli impedisce comunque la produzione di tele, così come il perfezionamento della teoria dell’Unionismo, di cui è il cofondatore. Ad ostacolarlo senza tregua è invece la radicalizzazione del comunismo, alla quale l’artista si oppone fino alla morte.
L’artista che celebra l’artista. L’opera del compianto Andrzej Wajda sul pittore connazionale Władysław Strzemiński è diventata involontariamente il suo testamento spirituale.
Ne avrebbe girati altri di film, anche da novantenne quale era, ma purtroppo il grande regista polacco ha deciso che era tempo di affidare alla Memoria il suo operato da irriducibile poeta per immagini della Storia, spesso tragica, del proprio Paese. Ironicamente, come lui è stato anche il pittore ritratto in Afterimage (Immagini residue): un uomo integro e visionario, una figura di riferimento per il suo tempo nonché profetica per l’avvenire.
Wajda considerava Strzemiński “uno degli artisti polacchi di maggior talento” e un resistente ad ogni imposizione dello stalinismo feroce di quegli anni. Il biopic che gli dedica è il condensato di un’esistenza devota all’arte e alla sua “protezione”, ma anche un inno al perseguimento della libertà creativa ad ogni costo. Attraverso il racconto del pasionario Strzemiński, Wajda ripropone dunque i temi a lui cari “confezionati” in una rappresentazione coerente all’estetica formale del pittore celebrato.

Recensione: https://www.mymovies.it/film/2016/il-ritratto-negato/

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