IL TERZO UOMO (Carol Reed)

Regia di Carol Reed. con Orson WellesJoseph CottenAlida ValliTrevor HowardBernard LeePaul Hörbiger Titolo originale: The Third Man. Genere Spionaggio, – Gran Bretagna1949durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Ecco: “Un tempo in Italia c’erano i Borgia, coi loro delitti, ma c’era anche il Rinascimento, con le sue meravigliose opere. Mentre in settecento anni di pace e democrazia gli svizzeri sono riusciti a inventare l’orologio a cucù”. Questa battuta, è noto, viene pronunciata da Orson Welles nel film Il terzo uomo e fa parte delle citazioni indispensabili.
È un segnale significativo che questo titolo è a buon diritto contenuto nel libro grande del cinema. Va anche detto che quella battuta viene fuori dalla collaborazione di gente come Graham Greene, scrittore, Orson Welles, attore, e Carol Reed, regista. Non sarebbe bastata una citazione sui Borgia a far grande un film, c’è voluto un grande film a far ricordare la citazione. Ma non è tutto. Quando si dice Terzo uomo anche chi va al cinema distrattamente ne ricorda subito la musica. La composizione per arpa di Anton Karas. Pochissimi temi musicali hanno caratterizzato un film come il misterioso e ossessionante fraseggio di Karas. Dunque, culto a pieno diritto.
Uno scrittore americano viene chiamato a Vienna dal suo amico Lime, che non si vede mai. Si viene solo a sapere che è morto. Gli altri personaggi sono una donna, Alida Valli, legata a Lime, e un ufficiale inglese (Howard) che dipinge all’americano un quadro terribile dell’amico. In sostanza Lime sarebbe stato solo uno speculatore sulle vite umane, un volgare contrabbandiere di penicillina. Lo scrittore, dapprima incredulo, a poco a poco deve ricredersi. Fra le molte sequenze che si ricordano c’è l’incontro notturno fra i due antichi amici. Welles non rinunciò a dire la sua nella regia, così si costruì un’entrata annunciata ma lenta, e clamorosa, simile a quella di Marlon Brando in Apocalypse Now. Memorabile la scena della fuga nelle fogne e la morte del “cattivo” per mano dell’amico. Infine il piano sequenza finale: il lungo viale alberato in cui Joseph Cotten assiste, con la speranza che si fermi, al passaggio di Alida Valli. Ma lei non si ferma.
Il film aveva una sua precisa ragione, anche politica, eravamo in piena guerra fredda e i toni erano naturalmente drammatici. Siamo in una Vienna sempre scura, tutti i personaggi, e i luoghi, anche apparentemente insignificanti, portano una carica di tensione e di angoscia che ha subito pochi mutamenti a quasi mezzo secolo di distanza

commento di  Pino Farinotti, visibile quì:

https://www.mymovies.it/film/1949/ilterzouomo/

tres, che  augura a tutti gli amici un buoo fine settimana!

3 replies to “IL TERZO UOMO (Carol Reed)

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