Il blog del mulo

La legge della notte (Ben Affleck, 2016)

Regia di Ben Affleck. Con Ben Affleck, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina, Sienna Miller, Zoe Saldana, Chris Cooper, Scott Eastwood, Chris Sullivan, Anthony Michael Hall, Titus Welliver, Max Casella, Derek Mears

Titolo originale: Live By Night. Genere Noir, Drammatico – USA, 2016, durata 128 minuti

Un film saldo e dinamico che combina i codici hard boiled col dramma, il romanzo sentimentale con una dose di azione e violenza diffusa di umorismo caustico e inatteso

Veterano della Prima Guerra Mondiale, Joe Coughlin diventa un criminale nell’America del proibizionismo. Figlio del capo della polizia di Boston, ripudia il genitore e la buona educazione per trovare il suo posto nella guerra tra irlandesi e italiani. Tra fiumi di champagne, club fumosi e banditi che volano dai tetti coi loro Borsalino, deruba i primi e finisce per lavorare per i secondi. Indeciso sul suo status, Joe è a disagio nei panni del gangster e usa con riluttanza la pistola, si innamora di Emma Gould, la pupa del boss che non gradisce, lo pesta e lo condanna a morte. A salvarlo è l’intervento del padre, che non fa sconti, consegnandolo ai suoi uomini e alla prigione. Scontata la pena accetta la proposta di Maso Pescatore, padrino mafioso che lo spedisce a Tampa a contrabbandare alcol. Di nuovo innamorato, questa volta di una bellezza locale, i suoi affari sono intralciati dal Ku Klux Klan, dal fanatismo religioso di una giovane (ma)donna e dalle ambizioni paterne di Pescatore. Per guadagnarsi una vita di giorno questa volta dovrà mettere mano alle armi e abbracciare la legge della notte.
Dopo la solidità classica di Gone Baby Gone e il successo vintage di Argo, passando per l’efficace The Town, Ben Affleck ritrova Boston e l’universo opaco di Dennis Lehane, di cui adatta il romanzo omonimo, piombando lo spettatore nell’America del proibizionismo e sulle tracce di un bandito confuso sulla sua natura criminale.
Un fuorilegge dall’allure good guy – bad guy divorato dai dilemmi personali e schiacciato dalle contraddizioni del ‘mestiere’. Appassionato di polar e recidivo del genere, l’attore-autore realizza un film che combina i codici hard boiled col dramma, il romanzo sentimentale con una dose di azione e violenza diffusa di umorismo caustico e inatteso.
Agitato dalla lotta di classe e dalle tensioni razziali, La legge della notte non si impone per il suo stile forte o personale, che sarebbe stato necessario per uscire dall’inerzia di un dramma criminale costruito sull’eredità e le vestigia dei grandi classici del genere. Immerso negli anni della nascita del gangerismo moderno, La legge della notte ha il suo limite nel soggetto. Contrabbandieri, speakeasy, cappelli di feltro, pistole, mitra Thompson, tradimenti, odio, solitudine urbana, femme fatale, l’universo è conosciuto e iconizzato a oltranza. Affleck sembra soffrire poi la sottomissione allo splendore scorsesiano, che contempla da lontano e a cui si avvicina timidamente. Privo del soffio dei suoi predecessori e penalizzato dal ritratto abusato del bad boy ambizioso dal grande cuore che lotta, cade, si rialza, trova un alleato potente, tradisce ed è tradito a colpi di cuore e di pistola, Ben Affleck non aggiunge grandi cose al tableau urbano di un’epoca nera e al monumento del cinema fuorilegge, materia sondata con sottigliezza dalla serie “Boardwalk Empire”.

Recensione di Marzia Gandolfi: https://www.mymovies.it/film/2016/livebynight/

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