Il blog del mulo

La parrucchiera (Stefano Incerti, 2017)

Regia di Stefano Incerti. Con Massimiliano Gallo, Pina Turco, Cristina Donadio, Tony Tammaro, Lucianna De Falco, Stefania Zambrano, Francesco Borragine, Giorgio Pinto, Arturo Muselli

Genere Commedia, – Italia, 2017, durata 108 minuti

Una commedia dotata di una grazia speciale e di un genuino affetto per i suoi personaggi

Rosa è una madre single e un’abile parrucchiera che lavora nel salone di Patrizia e Lello. Peccato che Lello le abbia messo gli occhi addosso e, senza curarsi della legittima consorte, faccia di tutto per mettere addosso a Rosa anche le mani. Il risultato è che la giovane parrucchiera si licenzia, e Patrizia, che pure le ha voluto bene come una madre, l’accusa di essere stata lei a tentare suo marito. Per fortuna Rosa ha due amiche combattive, la cougar Micaela e la trans Carla, pronte ad affiancarla nella sua coraggiosa impresa: aprire un negozio di parrucchiera, Testa e tempesta, nel cuore dei quartieri spagnoli.
Napoli infatti è coprotagonista di La parrucchiera, commedia scritta (insieme a Maria Fondacaro e Marianna Garofalo) e diretta da Stefano Incerti che sceglie come cifra stilistica la caratterizzazione “etnica”, ambientando la sua storia in un mondo ipercolorato e costantemente sopra le righe. Il rischio di cadere nello stereotipo è sempre dietro l’angolo, ma Incerti riesce a mantenersi in equilibrio sul filo teatrale che separa la maschera dalla macchietta, e a prendere a prestito l’esagerazione fumettistica per creare una sorta di cartoon partenopeo.
La differenza, spesso, la fanno le interpretazioni: in particolare Massimiliano Gallo, Cristina Donadio e Stefania Zambrano riescono a inserire umanità e pathos nei loro personaggi. Pina Turco nei panni di Rosa è una bellezza naturale che incarna la caratteristica precipua della storia: la dolcezza.
È infatti sulla forza di quella dolcezza (o sulla dolcezza di quella forza d’animo) che si regge una commedia per altri versi esile e sempre a rischio di sconfinare nell’eccesso, ma dotata di una grazia speciale e di un genuino affetto per i suoi personaggi. Il più interessante, narrativamente parlando, è Kevin, ex bambino prodigio ed ex cantante da concorso diventato un top colorist (secondo lui) nel salone di Patrizia. Arturo Muselli rende bene il mix di fragilità e livore di un giovane uomo vittima di quel tritacarne che è il successo televisivo effimero e crudele, pur se in una dimensione a volte eccessivamente caricaturale.
Una parola a parte meritano le belle musiche di Antonio Fresa e le canzoni dei Foja, forse troppo presenti ma davvero efficaci sia nell’imprimere un ritmo picaresco alla narrazione, sia nel conferire un’ulteriore colorazione “etnica” a una storia caratterizzata come intrinsecamente napoletana. Anche la regia di Incerti si colloca a metà fra il tribale e il melodico, mantenendo una dimensione pop (talvolta al confine del kitch) che rende La parrucchiera accattivante e accessibile. La riflessione “sociale” è contenuta in quella Napoli retta da un matriarcato, la cui capacità di resistenza fa leva sulla solidarietà femminile, materna e mariana.

Recensione di Paola Casella: https://www.mymovies.it/film/2017/laparrucchiera/

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