Il blog del mulo

La religiosa (Guillaume Nicloux, 2013)

Regia di Guillaume Nicloux. Con Pauline Etienne, Isabelle Huppert, Louise Bourgoin, Martina Gedeck, Françoise Lebrun, Agathe Bonitzer, Alice de Lencquesaing, Gilles Cohen, Marc Barbé, François Negret, Alexia Depicker, Pascal Bongard, Pierre Nisse, Eloïse Dogustan, Jean-Yves Dupuis, Nicolas Jouhet

Titolo originale: La religieuse. Genere Drammatico – Francia, Germania, Belgio, 2013, durata 100 minuti

Un film dagli ottimi intenti che non riesce a sollevarsi dalle secche della corretta illustrazione

Francia. Attorno al 1768. La giovane Suzanne viene inviata in convento dai genitori contro la propria volontà. Cerca di resistere ma scopre di essere figlia illegittima e di dover scontare la colpa materna. Trova inizialmente una Madre Superiora anziana e comprensiva ma quando costei muore chi la sostituisce la sottopone a una serie di angherie difficilmente sopportabili.
Forse non tutti sanno che Denis Diderot, che scrisse il romanzo a cui il film si ispira, aveva un fratello sacerdote, una sorella morta in convento e che egli stesso aveva avuto la tonsura a 13 anni a cui era seguita, più in là negli anni, una reclusione in un convento con relativa fuga. Aveva quindi più di un motivo per scrivere un romanzo di denuncia nei confronti della costrizione a una vita religiosa non voluta. Guillaume Nicloux a sua volta proviene da una famiglia religiosa e dichiara di aver pensato di entrare in seminario fino a che la preadolescenza e la lettura del romanzo in oggetto lo indirizzarono su altre vie. Si può comprendere quindi con quale spirito abbia affrontato questa rilettura cinematografica. Perché di rivisitazione si tratta dopo che sia Rivette che Grualt hanno in passato affrontato il romanzo offrendogli il finale (che in Diderot è assente). Nicloux esplora una possibilità diversa: il coraggio nella rivendicazione del diritto all’autodeterminazione viene premiato.
Ancora una volta ci troviamo dinanzi a un film dagli ottimi intenti che però non riesce a sollevarsi dalle secche della corretta illustrazione. La scelta di Pauline Êtienne per il ruolo di Suzanne è indubbiamente più che adeguata. Nei suoi occhi traspare l’innocenza che non si disgiunge mai dalla determinazione di reagire a un sopruso. Fanno invece più fatica ad essere credibili Louise Bourgoin nelle accollate vesti di una madre superiora che sembra una cattiva da feuilleton e, ahimè, la stessa Isabelle Huppert che ha ormai fatto propria una recitazione così moderna da renderla, nonostante la sempre impeccabile professionalità, abbastanza fuori parte nel ruolo dell’ultima superiora incontrata da Suzanne. La si guarda e non si pensa a colei che detiene il potere al convento di St.Eutrope ma a Isabella Huppert che recita il ruolo di … e questo non aiuta.

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/2013/lareligieuse/

tres che con questo post vuole donarvi il rip del suo DVD, prequel del film “Susanne Simonin.La religiosa” già presente nel blog

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