Il blog del mulo

Malarazza (Giovanni Virgilio, 2017)

Regia di Giovanni Virgilio. Con Stella Egitto, Paolo Briguglia, David Coco, Cosimo Coltraro, Lucia Sardo, Antonino Frasca Spada, Andrea Ensabella, Omar Noto, Davide Luciano Pulvirenti, Danilo Giuseppe Vitale

Genere Drammatico – Italia, 2017, durata 98 minuti

Una produzione fieramente indipendente che ha il coraggio di affrontare le miserie della città senza glorificarne i criminali

Tommaso Caruso è un pregiudicato figlio di Tonino detto Malarazza, potente boss del quartiere. Tommaso ha ereditato il soprannome del padre ma non si è rivelato all’altezza della sua fama criminale, e ora passa il tempo a ubriacarsi e a giocare a carte, scaricando la propria frustrazione e brama di potere sulla moglie Rosaria e sul figlio, che porta il nome del celebre nonno. Quando Rosaria non riesce più a sopportare le botte e gli insulti del marito e scappa di casa insieme al figlio, Tommaso chiede alla comunità criminale di ostracizzare la donna e di punire il fratello di lei, Franco, transessuale dedito alla prostituzione. Si innesca così una spirale di violenza che non può avere altro che conseguenze tragiche.
Nel suo secondo lungometraggio da regista, Giovanni Virgilio affronta il tema delle aree urbane degradate del Sud – in questo caso i quartieri catanesi Librino e San Berillo – completamente abbandonate a se stesse dallo Stato e dalla legge, zone franche in cui lo spaccio avviene alla luce del sole e la gente è stanca di “aspettare che ci salvi qualcuno”.
Così ognuno agisce per conto suo, a detrimento degli altri, senza alcun senso di comunità civile ma con un gran rispetto dell’omertà di stampo mafioso. Non c’è molto di nuovo in questa storia di ordinaria sopraffazione, ma Virgilio costruisce una parabola implosiva che conserva una dolorosa autenticità. L’unico personaggio del tutto improbabile, nell’interpretazione di Paolo Briguglia, è Franco, così come è improbabile la conclusione della sua vicenda che rappresenta un nodo importante della trama. Per contro si distinguono per credibilità ed efficacia Stella Egitto nei panni di Rosaria e David Coco in quelli di Tommaso. Anche Cosimo Coltraro fotografa con precisione un altro boss locale con un debole per i trans, Pietro detto U porcu.
Molta cura (da parte di Giuliano Fondacaro) è stata data alla scelta delle musiche, che comprendono un brano cantato da Arisa in portoghese, una canzone del cantante neomelodico napoletano Matteo e due composizioni rap che funzionano a commento delle vicende narrate, una delle quali definisce “malarazza” il destino disgraziato di molti giovani del sud che hanno ben poche alternative al crimine dal quale sono circondati. Una sceneggiatura più asciutta e una mano registica più sicura avrebbero giovato alla resa finale di Malarazza, ma la produzione fieramente indipendente e il coraggio di Virgilio nell’affrontare le miserie della sua città senza glorificarne i criminali (in stile televisivo Gomorra, per intenderci), merita un’altra occasione, con maggiori mezzi e una più consumata esperienza cinematografica.

Recensione di Paola Casella: https://www.mymovies.it/film/2017/malarazza/

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