Il blog del mulo

Millenium mambo (Hou Hsiao-Hsien, 2001)

Regia di Hou Hsiao-Hsien. Con Shu Qi, Jack Kao, Tuan Chun-hao, Yi-Hsuan Chen, Jun Takeuchi, Doze Niu

Genere Drammatico – Taiwan, Francia, 2001, durata 119 minuti

Una vibrante opera sul presente di una gioventù bruciata dall’abulia, dalla mancanza di progettualità e di responsabilità

Taipei, 2001. Bella e inquieta, Vicky si occupa delle pubbliche relazioni in un night club vivacchiando con Hao-hao, un dj allergico al lavoro, dedito alla droga e a piccoli furti, che controlla ogni suo movimento, ogni sms, ogni spesa. Nel locale in cui lavora, inoltre, la ragazza è oggetto delle dolci attenzioni di Jack, un uomo maturo che sembra averla a cuore.
Quasi avesse la stessa consistenza dei ricordi, Millennium Mambo seduce con piani, ravvicinati nel buio e dai contorni evanescenti, ancora più attenuati dai bassi di una musica perfetta, incantando con un perpetuo flusso di emozioni gridate a bassa voce. La prima sequenza, con Vicky che cammina sotto ad una pensilina con la sigaretta perennemente tra le dita, descrive già tutto: alle immagini di un racconto indicativamente ambientato al cambio del Millennio si sovrappone la voce della ragazza, di dieci anni più grande. Proprio il suo commento dà forma al passato, manipola il tempo, anche nell’incastro dei tre macro-episodi che costituiscono la sceneggiatura: il contrastato rapporto con Hao-hao, il tenero legame con Jack, la fuga verso il Nord del Giappone.
Da grande regista qual è, Hou Hsiao-hsien miscela insieme i diversi piani come fossero suoni, senza cercare né una concatenazione attendibile né una scansione cronologica, ma favorendo uno stato di ipnosi ottenuto attraverso il magistrale uso dei piani sequenza, il ricorso alla luce artificiale (splendida fotografia di Pin Bing Lee), il montaggio, la capacità innata di sospendere l’attimo. Una visione selettiva, profonda e mai ambigua perché rispondente alle regole del ricordo, del sogno, del cinema prima di ogni cosa. Non bisogna arrivare alla strada innevata e zeppa di manifesti cinematografici di un villaggio del Nord del Giappone per capire quanto Millennium Mambo voglia anche rendere omaggio alla magia del cinematografo, inteso come mezzo attraverso il quale catturare un presente che può essere manipolato, reinventato, allontanato di dieci anni soltanto con la sovrimpressione di una voce.
Dopo aver raccontato la propria infanzia nei primi titoli e la storia di Taiwan in quelli della maturità, Hou Hsiao-hsien firma una vibrante opera sul presente di una gioventù bruciata dall’abulia, dalla mancanza di progettualità e di responsabilità. Quello di Vicky, interpretata dalla bellissima Shu Qi, è un dolore ovattato, sordo, ma non per questo meno profondo. Le musiche elettroniche di Lim Giong e Yoshihiro hanno vinto il Grand Prix tecnico al Festival di Cannes 2001.

Recensione di Marco Chiani: https://www.mymovies.it/film/2001/millenniummambo/

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