Il blog del mulo

Monica e il desiderio (Ingmar Bergman, 1952)

Un film di Ingmar Bergman con Harriet AnderssonLars EkborgJohn HarrysonDagmar EbbesenÅke Fridell Titolo originale: Sommaren Med Monika. Genere Drammatico – Svezia1952durata 95 minuti

In un caffè due giovani si incontrano, sono Monica e Henry, fanno entrambi i commessi, conducendo un’esistenza senza sorprese in una città portuale. Cominciano a frequentarsi e poi decidono di farsi licenziare per andare a vivere su un’isola, da soli, lontano da tutto e tutti. Finita l’estate, tornano a casa. Sposati in fretta perché in attesa di una figlioletta, vedranno presto il lento sfiorirsi del loro rapporto, specialmente per uno strano dolore esistenziale che lei non riesce ad esprimere.
Accolto da larga parte della critica come un lavoro minore all’interno dell’itinerario di Ingmar Bergman, Monica e il desiderio è poi diventato, soprattutto grazie ai “Cahiers du cinéma”, il film più noto e celebrato del primo periodo del cineasta svedese. Al di là della celebre inquadratura in cui la protagonista fissa la macchina da presa, definita da Jean-Luc Godard come «il primo piano più triste della storia del cinema», siamo dalle parti di un’opera oltremodo sensibile e moderna, in grado di chiudere, in maniera esemplare, quella riflessione cominciata con i precedenti Un’estate d’amore e Donne in attesa. Scritto dal regista insieme a Per Anders Fogelström, autore del romanzo omonimo (Sommaren Med Monika, letteralmente L’estate con Monica), è un racconto esemplare e duro che si sviluppa intorno all’illusione nutrita dall’ingenuità, dalla giovinezza e dalla ribellione, condotto per scandagliare la rottura inevitabile che porta la conoscenza della maturità. Il pessimismo di Bergman tocca qui una delle sue vette: neanche l’amore in sé può nulla contro le maglie di un’esistenza per tutti oppressiva, contro un disagio che non può trovare certa definizione. Interprete magnifica, di superba e conturbate presenza scenica, è la ventenne Harriett Andersson, che diventerà una delle attrici cui Bergman ricorrerà più spesso nella sua carriera.
È il film per il quale Godard dichiarò l’autore svedese “cineasta dell’istante”: «Un film di Bergman è, per così dire, un ventiquattresimo di secondo che si trasforma e si dilata per un’ora e mezza. È il mondo fra due battiti di palpebre, la tristezza fra due battiti di cuore, la gioia di vivere tra due battiti di mani» (Jean-Luc Godard, Il cinema è il cinema, Garzanti). A conferma di quanto i futuri registi della Nouvelle vague avessero amato Monica e il desiderio, in una sequenza di I quattrocento colpiFrançois Truffaut farà rubare al piccolo Antoine Doinel la foto della Handersson con le spalle scoperte.

commento visibile qui:

https://www.mymovies.it/film/1952/monicaeildesiderio/

tres, che come sempre maledice questo governo

quanto al film come sempre è rippato dal mio DVD con il software DVDFAB11

One reply to “Monica e il desiderio (Ingmar Bergman, 1952)

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