Il blog del mulo

Murder obsession.Follia omicida (Riccardo Freda, 1981)

Regia di Riccardo Freda. Con Henri Garcin, Martine Brochard, Stefano Patrizi, Fabrizio Moroni, John Richardson, Silvia Dionisio, Anita Strindberg, Laura Gemser

Horror, durata 90 min. – Italia, Francia 1980

Freda ci riporta al clima dei vecchi film gotici

Murder Obsession racconta la storia di Michael (Stefano Patrizi), un attore che decide di tornare a casa della madre Glenda (Anita Strindberg) che non vede da quindici anni. Michael viene colto da un raptus omicida sul set di un film che sta interpretando e il giorno dopo si reca nella spettrale casa di campagna di Glenda insieme alla fidanzata Debora (Silvia Dionisio). Qui è accolto dall’inquietante maggiordomo Oliver e nei giorni successivi lo raggiungono il regista Schwartz (Henri Garcin), l’aiuto regista Shirley (Martine Brochard) e l’attrice Beverly (Laura Gemser) per continuare la lavorazione del film. Alla villa la situazione precipita. Michael rivela ai colleghi che il ricordo della sua infanzia lo condiziona perché da bambino ha ucciso il padre. Debora è preda di orrendi incubi, si vede al centro di una messa nera, tra ragni giganteschi, sangue di galletti sgozzati e uomini dai volti orribili e tumefatti. Gli ospiti cominciano a morire. La prima vittima è Beverly, assassinata a coltellate dopo aver fatto l’amore con Michael (ma aveva già scampato la morte per annegamento in vasca). Subito dopo tocca a Schwartz che ha visto e fotografato l’assassino e anche a Shirley, colpevole di aver trovato e sviluppato le foto del primo omicidio. Il finale è sconvolgente e non lo anticipiamo.
Non sono molte le cose da salvare in questa pellicola. L’incubo di Debora (Silvia Dionisio) è puro cinema horror, girato in una cripta tra ombre nere, esseri deformi, ragni giganteschi, vento innaturale, foglie vaganti, teschi sanguinanti, pipistrelli impazziti e un pizzico di erotismo con la protagonista che corre a seno nudo. Freda ci riporta al clima dei vecchi film gotici quando gli attori si ritrovano nella casa di campagna della madre, una sorta di castello sperduto, poco illuminato, dove la luce viene spesso a mancare e si ricorre alle candele. Il tentativo è quello di realizzare un horror gotico ambientato in tempi moderni e quando l’esperimento riesce la pellicola fornisce le migliori sequenze. La location è da horror scolastico, il montaggio è lento, il soggetto pretenzioso, i dialoghi assurdi e mal costruiti, la recitazione pessima e soltanto un po’ di mestiere del regista salva il salvabile e consente di arrivare alla parola fine. C’è anche un po’ di sesso, come tradizione in un horror italiano, ma anche qui si poteva fare di meglio visto che Freda disponeva di Silvia Dionisio, Laura Gemser e Martine Brochard. Salverei alcune scene girate con la soggettiva dell’assassino, il cuore che pulsa e la pellicola in dissolvenza per incutere nello spettatore ansia e terrore. Due parole anche sugli omicidi e sulla rappresentazione della morte che rappresenta motivo di interesse per i cultori di gore e splatter. Murder Obsession è un thriller orrorifico scadente che riassume in sé le componenti macabre del cinema di Riccardo Freda concepito come opera in nero, ma notevolmente al di sotto del suo miglior standard qualitativo.

Recensione: https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=15691

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