Il blog del mulo

NATO A CASAL DI PRINCIPE (Bruno Oliviero)

Un film di Bruno Oliviero con Alessio LapiceMassimiliano GalloDonatella FinocchiaroLucia SardoPaolo Marco CaterinoCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 96 minuti. Uscita cinema mercoledì 25 aprile 2018 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Roma, 1989. Amedeo Letizia sta intraprendendo la sua carriera di attore (diventerà uno dei Ragazzi del muretto) quando dalla nativa Casal di Principe lo raggiunge la notizia che suo fratello Paolo è stato rapito. Considerato il fatto che Casal di Principe è quello che Saviano descrive come il quartier generale della camorra casertana e che, come ammette lo stesso Amedeo, Paolo Letizia andava spesso in cerca di guai, le ipotesi circa la scomparsa del ragazzo puntano in una sola direzione. Ma Amedeo non si rassegna a non sapere esattamente che fine abbia fatto suo fratello, e ricollegandosi a quella parte di sé che si era illuso di lasciarsi alle spalle, torna ad imbracciare il fucile mettendosi in caccia insieme al cugino adolescente, anche lui abituato a difendersi con le armi.

Sulla base del romanzo autobiografico scritto da Amedeo Letizia (qui produttore esecutivo) con Paola Zanuttini, Bruno Oliviero racconta il lato B di Gomorra – ovvero quello dalla parte delle vittime – come un backstage: innumerevoli le scene in cui il protagonista osserva di nascosto le efferatezze del clan dei casalesi nascosto dietro a muri e cespugli, cioè dietro le quinte dell’azione spettacolare.

L’azione che lo riguarda è assai meno glamour: una ricerca che è un esercizio in frustrazione sia per lui che per lo spettatore, poiché si scontra continuamente contro il muro di gomma dell’omertà e dei depistaggi. La dimensione di incubo della storia di Letizia ricorda quella di Sicilian Ghost Story, ma la fotografia cupa e refrattaria ad ogni rilettura estetizzante rimanda più direttamente al passato documentaristico di Oliviero e a quella scuola cinematografica campana che vede fra i suoi esempi Veleno di Diego Olivares: una narrazione spoglia che attraversa interni ed esterni depauperati e cromaticamente desaturati, e il ritratto di una umanità dolente che, nel caso di Nato a Casal di Principe, comprende una madre (Donatella Finocchiaro) timorata di Dio ma pronta a chiedere aiuto alla santona locale e un padre (Massimiliano Gallo) abituato a portare fin troppa “pacienza”.

Protagonista assoluta resta però Casal di Principe, un luogo dove “l’aria non è bbona” perché gravata da quella nube tossica in cui le infiltrazioni mafiose (quelle che hanno fatto sciogliere più volte l’amministrazione comunale) risultano letali soprattutto per chi vive lì da generazioni e ha visto il proprio paese trasformarsi in un Far West senza regole, se non quelle della sopraffazione sistematica e della corrispettiva sottomissione silenziosa. Amedeo cerca di affrancarsi dal suo vissuto creando un’esistenza parallela “al nord” ma viene riassorbito dalla cultura della violenza nella quale è cresciuto: perché se sei nato a Casal di Principe hai ben poche possibilità di dimenticartelo per sempre.

commento di Paola casella visibile quì:

https://www.mymovies.it/film/2017/nato-a-casal-di-principe/

tres, secondo film per una domenica “ai domiciliari”!

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