Il blog del mulo

Nurse 3D (Douglas Aarniokoski, 2013)

Regia di Douglas Aarniokoski. Con Katrina Bowden, Judd Nelson, Corbin Bleu, Paz de la Huerta, Boris Kodjoe, Niecy Nash, Melanie Scrofano, Brittany Adams, Adam Herschman, Michael Therriault, Lauro David Chartrand-DelValle, Yulia Lukin, Joe MacLeod, Jeff Pangman, Layton Morrison

Genere Horror, Thriller – USA, 2013, durata 84 minuti

Una commedia degli orrori che unisce un erotismo patinato a efferatezze giocate con l’aria di non fare troppo sul serio

Abigail Russell, detta Abby, conduce una doppia vita. Di giorno fa, con grande dedizione, l’infermiera in ospedale, di notte attira uomini arrapati che ritiene colpevoli per le loro avventure extraconiugali e li trucida in modo efferato dopo averli rimproverati per aver tradito le loro mogli. L’ingenua neo-infermiera Danni è in difficoltà di fronte alle asperità del lavoro e il suo fidanzato poliziotto Steve non sa esserle d’aiuto. Abby la nota e si sente spinta a prendersi cura di lei. Quando la vede turbata di fronte alla scoperta del tradimento del marito della mamma, decide di occuparsene a modo suo. Ma, presa da una passione eccessiva, esagera e complica sempre più le cose, un omicidio dopo l’altro.
Il film si mantiene saldamente nell’ambito del grottesco edificando una commedia degli orrori che unisce un erotismo patinato a efferatezze sempre giocate con l’aria di non fare troppo sul serio. La storia è però quasi impalpabile nella sua esilità e i personaggi – a parte qualche macchietta più o meno riuscita (tra le meno inconsistenti l’infermiera di colore e la nuova addetta al personale) – hanno poco spessore e ispirano poca simpatia. La figura dell’infermiera è già comparsa qualche volta nell’horror e nel thriller – da Il momento della vendetta a Maniac Nurses Find Ecstasy – e si presta bene alla classica inversione dei ruoli: una figura programmaticamente destinata al bene che invece si dedica al male conservando in modo distorto i propri ideali. Solo che in questo caso l’infermiera psicopatica rimane un ritratto di maniera, prevedibile nelle motivazioni (il solito trauma infantile) e piuttosto monocorde nei comportamenti. Il concetto della sua vita bivalente – professionista del bene di giorno e vendicatrice di notte – pur non essendo originale, si sarebbe prestato a sviluppi interessanti, ma viene presto abbandonato per seguire uno schema estraneo (la passione di Abby per Danni) poco conseguente e poco avvincente.
Ci sono diversi momenti a loro modo divertenti e la voce fuori campo della protagonista a raccontare gli eventi conferisce un tono da noir demenziale abbastanza appropriato. Una certa eleganza formale e un’accurata scelta dei colori aiutano la visione soprattutto nella prima parte quando la commedia nera ha il sopravvento (e il ritmo, però, bisogna dirlo, langue).
Nella parte finale del film, quando i freni si allentano e il sangue schizza per ogni dove, le cose si vivacizzano, ma in modo confuso e sin troppo schematico. In sostanza, il film solo a tratti è lo scanzonato e irriverente divertimento che vorrebbe essere e più spesso si limita ad andare col pilota automatico su un percorso ampiamente battuto.
Paz de la Huerta non è una grande attrice, ma ha una bella presenza e regala al suo personaggio un fascino pigro e rilassato che a volte funziona. In un cast non troppo pregiato, si fa vedere anche, in una parte microscopica, Kathleen Turner, lontanissima dai suoi esordi come femme fatal in Brivido caldo. Ruoli di contorno anche per Judd Nelson (qualcuno può ricordarselo come co-protagonista di Fandango) e l’impegnatissimo Martin Donovan

Recensione: https://www.mymovies.it/film/2013/thenurse3d/

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