Il blog del mulo

OTTO DONNE E UN MISTERO ( François Ozon)

Un film di François Ozon con Catherine DeneuveIsabelle HuppertEmmanuelle BéartFanny ArdantVirginie Ledoyen Titolo originale: 8 Femmes. Genere Giallo, – Francia2002durata 101 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. –

In una villa di campagna isolata dalla neve si riuniscono per il Natale otto donne; ma il padrone di casa, Marcel, giace nella propria camera con un coltello conficcato nella schiena. Tutte le presenti sono sospettate; ciascuna di loro aveva un valido motivo per desiderare la morte di Marcel: la moglie Gaby, le due figlie, l’anziana suocera, la cognata Augustine, la sorella Pierrette e le due domestiche. Solo una di loro è colpevole: quale?
L’ambientazione è la Francia degli anni ’50, in una dimora alto-borghese fotografata in un artificioso technicolor che sembra voler imitare gli sfondi e le scenografie del cinema hollywoodiano di Vincente Minnelli e Douglas Sirk. Gli ingredienti sono quelli di un tipico giallo alla Agatha Christie: un cadavere che giace in una stanza chiusa a chiave e un gruppo di possibili colpevoli fra i quali si cela l’assassino (anzi, l’assassina). Otto donne sono presenti sul luogo del delitto: tutte sono sospettate; tutte hanno qualche segreto da nascondere. Il regista François Ozon adatta insieme a Martina de Van una pièce di Robert Thomas, rivisitandola in chiave postmoderna e riunendo per l’occasione il fior fiore del cinema d’oltrealpe. Il risultato è 8 donne e un mistero, presentato al Festival di Berlino del 2003: un raffinatissimo e gustoso divertissement che ha ottenuto uno strepitoso successo di critica e di pubblico in patria (oltre tre milioni e mezzo di spettatori in Francia) ed incassi ragguardevoli anche nel resto del mondo.
Ma 8 femmes non è soltanto un semplice murder-mystery, quanto piuttosto un formidabile meccanismo teatrale che, attraverso una trama-pretesto infarcita di sorprese, eventi inaspettati e sconvolgenti rivelazioni, si diverte a mettere alla berlina le piccole ipocrisie della società borghese tradizionale, con un sarcasmo degno di Buñuel. Dal canto suo, Ozon accumula le citazioni cinefile (senza mai prendersi troppo sul serio) e si rivela abilissimo nel miscelare i vari generi: il giallo classico, la commedia grottesca, il melodramma, il noir e addirittura il musical. Il tutto sotto il segno dell’ironia, con una narrazione costantemente sopra le righe dietro la quale, però, si profila un feroce gioco al massacro che vedrà le otto protagoniste del film fronteggiarsi a colpi di accuse, recriminazioni e frasi al vetriolo; e tutte quante, una dopo l’altra, finiranno prima o poi per tirare fuori i propri scheletri nell’armadio (tradimenti, passioni illecite, inganni e avvelenamenti).
E in questa sottile gara di intrighi e di menzogne nella quale nulla è ciò che sembra, Ozon fa scendere in campo una sensazionale squadra di attrici, che comprende un poker di regine del grande schermo: Catherine Deneuve è Gaby, madre di famiglia snob e classista; Fanny Ardant è la trasgressiva Pierrette, donna affascinante e dedita al vizio; Isabelle Huppert è zia Augustine, zitella bigotta e repressa; ed Emmanuelle Béart è Louise, la sensuale cameriera della villa. Senza dimenticare l’impagabile Danielle Darrieux nella parte della bizzarra vecchietta Mamy, alla quale è affidato l’amaro messaggio conclusivo della pellicola (non c’è amore senza sofferenza). Eccellente l’uso simbolico dei colori per sottolineare i diversi caratteri dei personaggi, a ciascuno dei quali è assegnato un determinato numero musicale, con una canzone tratta dal repertorio popolare francese che serve alle varie protagoniste per raccontare se stesse. Fra battute taglienti come lame, tensioni omoerotiche e torbidi segreti familiari, Ozon si concede perfino una violenta zuffa fra la Deneuve e l’Ardant, che si rotolano sul pavimento per poi scambiarsi effusioni saffiche in una delle scene più spassose del film. E il finale ci regala un insospettabile colpo di scena che, per una volta, lascia davvero a bocca aperta.

commento di Stefano Lo Verme visibile quì:

https://www.mymovies.it/film/2002/ottodonneeunmistero/

tres, che vi propone questo film rippato dal mio DVD e fa una considerazione: la Sardegna viene proprio considerata la pattumiera d’Italia: per 3/4 dell’anno vengono inviate quì le scorie nucleari (che nessuno vuole), per il vaccino contro il Covid viene inviato praticamente solo l’Astra/Zeneca (che giustamente nessuno vuole!) e che Paesi civilissimi come l’Olanda e la Danimarca hanno ritirato poi arriva l’estate e i danarosi di tutto il mondo si precipatano a saccheggiare le bellissime spiagie Sarde, con il benestare dei governanti locali!

One reply to “OTTO DONNE E UN MISTERO ( François Ozon)

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