Il blog del mulo

Picnic (Joshua Logan, 1955)

Regia di Joshua Logan. Con William Holden, Kim Novak, Cliff Robertson, Arthur O’Connell, Susan Strasberg, Rosalind Russell, Betty Field, Verna Felton, Reta Shaw, Nick Adams, Raymond Bailey, Elizabeth Wilson

Commedia, durata 115 min. – USA 1955

Il protagonista è Hal, aitante e un po’ maledetto, che arriva in una cittadina del Kansas. Il suo unico patrimonio è un paio di stivali che gli ha lasciato suo padre. Intende incontrare un vecchio amico, Alan, molto ricco, che potrebbe dargli una mano. La rimpatriata avviene: Alan aveva sempre ammirato Hal per i suoi successi sportivi e con le donne. C’è Madge, la più bella ragazza della città, corteggiata da Alan e incoraggiata in quel senso dalla madre. Quando Hal e Madge si incontrano, si innamorano subito. Tutti gli equilibri vengono stravolti. La situazione precipita durante il picnic della festa del paese. Hal, incolpevole, si trova al centro di tutti i disastri. Arriva anche la polizia. Riesce a fuggire dopo aver avuto da Madge la promessa che lo raggiungerà. Un film che fece epoca. Campione di incassi, naturalmente. Dietro un’apparente ingenuità di linguaggio vivevano i principali contrasti della civiltà americana e occidentale in genere: le differenze di classe, le ipocrisie, i valori veri e falsi. Il regista Logan aveva rappresentato tre anni prima la pièce a Broadway, con enorme successo. Protagonisti in teatro erano stati Ralph Meeker nella parte di Hal e l’esordiente Paul Newman in quella di Alan. È l’ennesima grande prova di William Holden apparentemente inadatto a un ruolo del genere ma talmente bravo in assoluto da riuscire a non farsi dimenticare anche nel suo disagio. Da ricordare in questo senso la sequenza in cui Holden e la Novak ballano sulla piattaforma sul fiume illuminato, con la musica rapinosa di George Duning. Sono entrambi goffi, ma talmente “cinematografici” da diventare esempi. La recitazione di Holden venne citata dall’autorevole rivista americana “A Major Screen Performance”. Film di sentimenti più che di simboli e pensieri, con tutti i personaggi apparentemente sereni al primo impatto e terribilmente isterici e infelici alla resa dei conti. Ed ecco espressi in modo chiaro certi malesseri dell’America di quel decennio, già sofferente per incubi, fantasmi rossi e guerre fredde, irrequieta e predisposta a grossi guai presenti e futuri in Corea e nel Vietnam. Nella storia dell’equazione spettacolo-grandi temi, Picnic è una delle più efficaci espressioni hollywoodiane.

Recensione: https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18387

3 replies to “Picnic (Joshua Logan, 1955)

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