Il blog del mulo

Quel che resta di mio marito (Christopher N. Rowley, 2008)

Un film di Christopher N. Rowley. Con Jessica LangeKathy BatesJoan AllenTom SkerrittChristine Baranski 

Titolo originale BonnevilleCommediadurata 93 min. – USA 2008. – Teodora Film uscita venerdì 17 ottobre 2008

Arvilla Holden ha appena perso suo marito e un amore lungo vent’anni. Francine, la sua sgradevole figliastra, reclama le ceneri del padre, un funerale tradizionale e la sepoltura di Joe accanto alla madre. Impugnato il testamento e minacciata di sfratto dalla casa condivisa con Joe a Pocatello nell’Idaho, Arvilla acconsente rassegnata a tradire le ultime volontà del compianto e a portare in California le sue ceneri. In questo modo potrà assicurarsi la proprietà del loro nido d’amore ma il viaggio stravolgerà le sue certezze.
A bordo di una Cadillac Bonneville e con due amiche al seguito, Arvilla attraverserà i luoghi battuti con Joe, spargendo quel che resta di lui nelle acque dolci di un lago, nel deserto del Nevada o su una pianura salata. Giunta a Santa Barbara proverà a spiegare a Francine il valore di una promessa mantenuta.
Bonneville è il titolo originale dell’opera prima di Christopher N. Rowley, è la cadillac rossa dell’Arvilla di Jessica Lange e il luogo centrale nella topologia del dramma rappresentato. Lanciata sulle strade americane, i cui lunghi rettilinei disegnano un paesaggio che si offre all’attraversamento e invoglia alla sosta, l’automobile della protagonista è un organismo capace di calore e accoglienza, lo spazio protettivo e l’unica “casa” possibile per una donna che ha perso il marito e rischia di non avere più un tetto. La voce off di Arvilla “scrive” una lettera alla figliastra, una lettera lunga un viaggio per giustificare l’impossibilità emotiva di venire meno alla parola data all’uomo “condiviso” e perduto.
Giocando sul terreno sottile dei sentimenti e asciugando i lacrimosi assoli di Jessica Lange, il regista americano introduce il tema della morte, dell’evocazione e della perturbazione provocata dall’incrociarsi dei fantasmi con l’esistenza dei vivi. Lontano dalle grandi autostrade il film del debuttante Rowley preferisce battere le strade marginali, dove è possibile procedere senza fretta, rallentare la corsa, fermarsi agli incroci, alle pompe di benzina e ai motel, guardare e raccontare ciò che si è visto a chi ha voglia di ascoltare e vedere. Mossa da uno spirito pionieristico, Arvilla attraversa con due bandidas mormone l’America che ha visto e sognato con Joe. Il paesaggio, tela panoramica di un mondo in procinto di essere “conquistato”, è un anello di congiunzione eccellente con il western, il suo culto della natura, lo scontro tra il valore dell’individualismo avventuroso (incarnato da Arvilla) e il bisogno di regole su cui fondare la stanzialità e condannare come irresponsabile proprio lo spirito pionieristico (incarnato da Francine).
La Cadillac di Arvilla e il truck cromato del camionista-cowboy Emmett assumono per questa ragione un carattere organico più che meccanico, più simili a due cavalli nel loro procedere affiancati verso l’alba o verso il tramonto. Hanno un movimento animale e come una lunga carovana sono diretti verso la frontiera (il Messico), la soglia in cui spettatore, mitologia ed eroi(ne) si incontrano.

commento visibile quì:

https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=55999

tres, che vi spiega come sia entrato in possesso di questo film, dopo aver visto “Dietro l’angolo” (film che ho messo ieri) mia moglie mi ha detto “ti ricordi di quest’altro film a tematica simile!”, cerco a destra e a sinistra e non trovo nulla, ci sarebbe stato in TNT torrent, ma purtroppo sono chiusi, allora ho messo in funzione il mio “mulo” ed in 10 minuti ecco questo film!

One reply to “Quel che resta di mio marito (Christopher N. Rowley, 2008)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

close-alt close collapse comment ellipsis expand gallery heart lock menu next pinned previous reply search share star