Il blog del mulo

Respiri (Alfredo Fiorillo, 2018)

Regia di Alfredo Fiorillo. Con Alessio Boni, Pino Calabrese, Eva Grimaldi, Milena Vukotic, Lidiya Liberman, Lino Capolicchio, Eleonora Trevisani

Genere Thriller – Italia, 2018, durata 87 minuti.

Una riflessione sul dolore e sulla possibilità (o meno) di conviverci.

Francesco, un ingegnere quarantenne, dopo una misteriosa disgrazia si ritira a vivere in un paese sul lago d’Iseo. Con la figlia ancora piccola occupa l’antica villa di famiglia, una magnifica costruzione liberty lambita dalle acque. Nella grande casa vi è anche un’altra misteriosa persona, di cui si percepisce soltanto l’eco del respiratore che la tiene in vita. Ma ulteriori presenze non meno inquietanti sembrano muoversi intorno alla villa.
È un film fortemente voluto, questo Respiri dal regista Alfredo Fiorillo e da Angela Prudenzi che con lui ha scritto soggetto e sceneggiatura.
Spesso gli script a lungo meditati (ci sono voluti sei anni per realizzarlo) finiscono con lo svuotarsi della spinta iniziale.
Il rischio in questa occasione è stato evitato anche grazie alla fondamentale partecipazione di Alessio Boni che offre al personaggio di Francesco la gamma di sfumature che si rivelano indispensabili per la tenuta complessiva di un film in cui si sente echeggiare (in senso positivo) il cinema di Lucio Fulci grazie a una tensione accuratamente in equilibrio nel rapporto padre/figlia. La bambina, come il genere prevede, è caricata della giusta dose di ambiguità che lo spazio in cui la vicenda è collocata contribuisce ad accrescere. Perché questa grande villa a bordo lago finisce con il diventare un incombente scrigno raccoglitore di memorie e di segreti che talvolta cercano una via d’uscita nel parco limitrofo ma finiscono con il ritornare tra le sue mura.
I respiri così non sono solo quelli che provengono dalla stanza in cui si trova una misteriosa paziente ma finiscono con il sembrare emessi dalle pareti stesse. L’unico appunto che si può fare a questa riflessione sul dolore e sulla possibilità (o meno) di conviverci è data dalla sequenza iniziale. L’esplorazione della villa, da parte di una Milena Vukotic sempre aderente ai ruoli che sceglie di interpretare, rischia di diventare un non secondario limite a un futuro passaggio televisivo (che peraltro il film meriterebbe). Circa tre minuti di passi e di perlustrazione silenziosa dello spazio, se in una sala cinematografica possono funzionare, sullo schermo televisivo possono spingere molti a cambiare canale. Sarebbe un peccato.

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/2018/respiri/

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