Il blog del mulo

Rosso Malpelo (Pasquale Scimeca, 2007)

Regia di Pasquale Scimeca. Con Antonio Ciurca, Omar Noto, Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese, Raffaella Esposito, Alessandra Leanza

Drammatico, durata 90 min. – Italia 2007

Da Giovanni Verga un’attualissima storia di sfruttamento del lavoro minorile, dallo stile essenziale, simbolico e rigoroso

In un tempo imprecisato della storia ma in un luogo definito dalla lingua, il siciliano, un ragazzo di pochi anni e tanti affanni lavora in una miniera di zolfo e cerca di sopravvivere alle angherie della vita. Alla morte del padre, sepolto dal crollo di una galleria, Malpelo si prende cura della sorella e della madre, indifferenti al lutto e impegnate nei corteggiamenti. Rimasto solo e senza casa, in seguito al fidanzamento delle due donne, Malpelo entra in miniera per non uscirne mai più. Vivo.
Dopo una lunga esperienza da documentarista intorno ai temi scottanti della sua regione e dopo gli affreschi del mondo contadino tradizionale e delle sue lotte (La notte di San Sebastiano, i Briganti di Zabut e Placido Rizzotto), Pasquale Scimeca gira un film abitato da un giovane protagonista condannato a un’infanzia infelice, senza affetti e senza possibilità di ricongiungersi col vero volto della natura (le stelle in cielo) negata dalla miniera. Malupilu (in Sicilia un nome non indica solo un’identità anagrafica ma riecheggia un mondo, una condizione) è un bambino per finta, è un “uomo” rassegnato e litigioso che Scimeca insegue nella massa vociferante dei compaesani raccolti nell’osteria.
È un modello, un paradigma quasi mitico di tutte le frustrazioni, le distanze, i silenzi e i sogni misteriosi delle tante infanzie difficili e solitarie, disperate e rabbiose. Il film di Scimeca è un’opera integralmente dedicata all’infanzia negata, una richiesta d’aiuto rivolta allo spettatore e una dichiarazione di amore appassionata per i bambini che raccolgono la canna da zucchero in Brasile, per quelli che intrecciano i tappeti in India, per quelli che estraggono stagno e argento in Bolivia e per quelli che in Pakistan cuciono i palloni invece di prenderli a calci. Senza timore di affrontare un argomento che oggi sembra accostabile soltanto in termini retorici o secondo i moduli di un rigoroso impegno sociologico, il regista siciliano raffigura, in maniera fortemente simbolica e corposamente realistica, l’umanità e la dolcezza, il mistero e la durezza della vita infantile così difficilmente esplorabile dallo sguardo adulto.
Dentro uno spazio definito (la zolfara), Malpelo e compagni svelano la loro lotta per la sopravvivenza contro l’incomprensione, la (dis)educazione culturale, il disamore e la disattenzione dei grandi. Il miracolo di Rosso Malpelo è quello di essere un film terribilmente serio senza calcare la mano sul dramma, senza ricorrere ai colpi di scena, senza abbandonarsi agli effetti spettacolari. Quella di Scimeca è un’opera “ferma” con uno stile essenziale, depurato, che non corre verso il culmine drammatico perché il suo significato è presente subito e in ogni momento del racconto: nella difficile frequentazione del protagonista coi picconieri adulti (e dannati) e nella sottile, ambigua e minacciosa diversità di Malpelo.
Un film sull’infanzia attraversata e colpita dalla morte, via di fuga per sfuggire un ambiente istintuale e irrazionale, riconquistando lo slancio vitale della fanciullezza.

Recensione di Marzia Gandolfi: https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46966

One reply to “Rosso Malpelo (Pasquale Scimeca, 2007)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

close-alt close collapse comment ellipsis expand gallery heart lock menu next pinned previous reply search share star