Il blog del mulo

Survivor (James McTeigue, 2015)

Regia di James McTeigue. Con Milla Jovovich, Pierce Brosnan, Emma Thompson, Dylan McDermott, Angela Bassett, James D’Arcy, Antonia Thomas, Roger Rees, Bashar Rahal, Corey Johnson

Genere Thriller, Azione, – USA, 2015, durata 96 minuti

Poco più di un esercizio di stile a cui si deve riconoscere il merito non superfluo di evitare qualunque eccesso fracassone in favore di una tensione di prima mano

Kate Abbott, impiegata del Dipartimento di Stato statunitense, è assegnata all’ambasciata americana di Londra dove si deve occupare di prevenire eventuali attacchi terroristici. Dopo essere fortunosamente scampata all’esplosione in un locale dove hanno trovato la morte alcuni colleghi, capisce che l’unica soluzione rimasta è la fuga: accusata di crimini che non ha commesso, Kate dovrà dimostrare la sua innocenza mentre è inseguita dalla polizia e da l’Orologiaio, uno dei killer più ricercati del mondo. Intanto un gruppo di terroristi progetta un attentato a Times Square.
Non suona per nulla strano sapere che lo script di Philip Shelby risalga a quasi dieci anni prima rispetto alla produzione del film di James McTeigue: nonostante sia un thriller spinoistico con molti riferimenti alla gloriosa storia del genere, infatti, Survivor nasconde in sé il cuore nero del post-11 settembre 2001. Piuttosto che riflettere sul collasso dell’immaginario che ha nutrito le visioni di molti autori non solo americani dopo la tragedia delle Torri gemelle, tuttavia, la sceneggiatura pesca a piene mani dal cinema sulla sindrome postkennedyana del complotto in un interessante gioco di specchi tra realtà e finzione. Perché un assassinio di Pakula e I tre giorni del condor di Pollack forniscono l’indiscutibile modello d’ispirazione di un lavoro, graficamente e narrativamente, più legato agli anni Settanta che alla contemporaneità. Oltre alla presenza di un Pierce Brosnan, usato in controruolo e in tutto assimilabile, per aplomb, distacco e lucida ironia, al killer interpretato da Max von Sydow nel classico di Pollack, la sequenza in cui la protagonista scampa al primo agguato è una citazione quasi diretta di quello che succedeva a Robert Redford. A livello contenutistico, asse portante rimane l’interesse di Kate – che ha dalla sua i tratti marziali di un’attrice prettamente action come Milla Jovovich – per la comunità, ad indicare la chiara binarietà di un percorso teso a salvare forse ancora prima della propria vita il mondo tutto da un attentato atroce. Regista discontinuo, ma qua e là funzionale, McTeigue asseconda una storia antirealistica in cui si insegue il vecchio per arrivare ad un pubblico moderno, ben al di là di alcune sequenze fumettistiche, si pensi all’Orologiaio lanciato nella tromba delle scale di un palazzo mentre spara all’impazzata.
Poco più di un esercizio di stile a cui si deve riconoscere il merito non superfluo di evitare qualunque eccesso fracassone in favore di una tensione, in alcuni momenti, di prima mano. Pur nell’ottica di un orizzonte narrativo colmo di situazioni viste e riviste, tra tutte la resa finale con tanto di corpo penzolante verso il baratro. Cast variegato e funzionale in cui fa piacere ritrovare Angela Bassett.

Recensione di Marco Chiani: https://www.mymovies.it/film/2015/survivor/

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