Il blog del mulo

THE TREE OF LIFE (Terrence Malick)

Un film di Terrence Malick, Brad PittSean PennJessica ChastainFiona ShawJoanna GoingHunter McCracken Genere Drammatico, – IndiaGran Bretagna2011durata 189 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 maggio 2011 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Texas, anni Cinquanta. Jack cresce tra un padre autoritario ed esigente e una madre dolce e protettiva. Stretto tra due modi dell’amore forti e diversi, diviso tra essi per tutta la vita, e costretto a condividerli con i due fratelli che vengono dopo di lui. Poi la tragedia, che moltiplica le domande di ciascuno. La vita, la morte, l’origine, la destinazione, la grazia di contro alla natura. L’albero della vita che è tutto questo, che è di tutte le religioni e anche darwiniano, l’albero che si può piantare e che sovrasta, che è simbolo e creatura, schema dell’universo e genealogia di una piccola famiglia degli Stati Uniti d’America, immagine e realtà.
L’attesa della nuova opera di uno degli sguardi più dotati e personali dell’arte cinematografica è ricompensata da un film tanto esteso, per la natura dei temi indagati, quanto essenziale. Popolato persino da frasi quasi fatte, che la genialità del regista riesce a spogliare di ogni banalità e a resuscitare al senso. Malick parla la sua lingua inimitabile, le cui frasi sono composte di immagini (tante, in quantità e qualità) e di parole (molte meno) in una combinazione unica, senza mai pontificare. Si ha più che mai l’impressione che con questo film, che parla a tutti, universalmente, non gli interessi comunicare per forza con nessuno, ma farlo innanzitutto per sé.
Testimone di una capacità rara di sapersi meravigliare, ha realizzato un film che non si può certo dire nuovo ma nel quale Terrence Malick si ripete come si ripropone il bambino nell’uomo adulto, per “essenza” vien da dire: ci si può vedere la maniera o, meglio, ci si può vedere l’autore.
Del film si mormorava addirittura che avrebbe riscritto la storia del cinema e in un certo senso The Tree of Life fa anche questo, senza inventare nulla ma spaziando dall’uso di un montaggio emotivo da avanguardia del cinema degli esordi ad una sequenza curiosamente molto vicina al finale del recentissimo Clint EastwoodHereafter. Il confronto, però, scorretto ma tentatore, non si pone: la passeggiata di Malick in un’altra dimensione è potente e infantile come può esserlo solo il desiderio struggente che nutre il bambino di avere tutti nello stesso luogo, in un tempo che contenga magicamente il presente e ogni età della vita. Ecco allora che il film non sarà nuovo ma rinnova, ritrovando un’emozione primigenia, fondendo ricordo e speranza. L’ultimissima immagine non poteva che essere un ponte.

commento di:

Marianna Cappi visibile quì:

https://www.mymovies.it/film/2011/thetreeoflife/

tres, che vi regala quest’altro capolavoro, tratto dal mio DVD con il consueto software DVDFAB e vi racconto una storiella:

IL CASO DEGLI «SBORNIA BOND» FAVOLA PER I TEMPI MODERNI
Questa è una storiella Toscana. Sembra che il suo autore lavori per una
grande banca in quel di Siena. «Rosina è la proprietaria di un bar, di
quelli dove si
beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i clienti sono disoccupati
e che dovranno ridurre le consumazioni, escogita un geniale piano di
marketing,
consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le
bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei
clienti).
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli
affari aumentano e il bar di Rosina diventa il più importante della città.
Lei ogni tanto alza i prezzi e naturalmente nessuno protesta, visto che
nessuno paga. La banca di Rosina, rassicurata dal giro d’affari, l
le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito
dai crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie finanziarie della banca ha una
pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Rosina e li usano come
garanzia
per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati
internazionali: gli “Sbornia Bond”. I bond ottengono subito un rating di
AA+ come quello
della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i
titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati.
Dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo
sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare,
attirati
dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating che rende
tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo,
si riempiono di
“Sbornia Bond”. Un giorno però alla banca di Rosina arriva un nuovo
direttore che sente odore di crisi e, per non rischiare, le riduce il
fido e le chiede di
rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. Rosina, per trovare i
soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è
ovviamente
impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti
i risparmi. Rosina non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca
le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada. Il prezzo
degli «Sbornia Bond» crolla del 90%. La banca entra in crisi di
liquidità e congela l’attività:
niente più prestiti alle aziende, l’attività economica locale si
paralizza. I fornitori di Rosina, che in virtù del suo successo le
avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si
ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più
pagare. Purtroppo avevano anche investito negli “Sbornia Bond” sui quali
ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e
poi fallisce. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda
concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli
impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la
banca viene salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di
garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il governo ha
semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di
Rosina perché astemi o troppo impegnati a lavorare. Bene, ora potete
dilettarvi ad applicare la dinamica degli “Sbornia Bond” alle cronache
di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio».

Ogni riferimento al Monte dei Paschi di Siena è fortemente voluto!

Vorrei aggiungere che quando questo film è stato proiettato in prima visione a Bologna, il proiezionista, per errore, mise prima il secondo tempo e poi il primo tempo: nessuno si accorse di nulla!

tres

16 replies to “THE TREE OF LIFE (Terrence Malick)

  1. Purtroppo il part. 4 ha qualche problema, non riesco a scaricarlo: MEGA da
    “Errore temporaneo, riprovare” e non va. Poi provo con il Part. 5 e non ci sono problemi.
    Spero si risolva, è un bel film.

  2. Lo dico a tutti la parte 4 si scarica benissimo basta avere l’accortezza di considerare che MEGA consente solo il download di 5 Giga al giorno!

    tres

  3. Torno a ripetere a tutti che il file 4 si scarica benissimo forse è stato superarato il limimite dei 5 GB mposto da MEGA, basta spegnere il modem/router pe pochi secondi: ambia l’IP e tutto torna a posta!

    tres

  4. Fatto!
    Ma perchè ti arrabbi Tres? Ti assicuro che il limite dei 5 mega non c’entra, anche perchè io non ce l’ho.
    Comunque, grazie mille.

  5. Prego, ma ripeto che la vecchia parte 4 a me si scarica benissimo, raccomendo di rinominare la nuoava parte 4 togliendo l’estensione “bis”

    tres

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