Il blog del mulo

The Whistleblower (Larysa Kondracki, 2010)

Regia di Larysa Kondracki. Con Liam Cunningham, Benedict Cumberbatch, Sergej Trifunovic, Jeanette Hain, Pilou Asbæk, Stuart Graham, Demetri Goritsas, Vlad Ivanov, Paula Schramm, Zoltan Butuc, Roxana Guttman, Rosabell Laurenti Sellers, Florin Busuioc, Miquel Brown, Alexandru Potocean, Rayisa Kondracki, Trevor White, Anna Anissimova, Luke Treadaway, Nikolaj Lie Kaas, Vanessa Redgrave, Monica Bellucci, Rachel Weisz, David Strathairn, David Hewlett, William Hope, Samuel Whitten

Drammatico, durata 108 min. – USA 2010

La storia vera di una donna che ha portato alla luce la dark side dell’azione ONU in Bosnia

Katryn Bolkovac, poliziotta del Nebraska divorziata e con una figlia adolescente affidata al marito, decide di fare richiesta per una missione dell’Onu in Bosnia per poter guadagnare a sufficienza per tentare di ottenere la custodia della ragazza. Siamo nel 1999 e le forze di pace controllano il territorio con l’aiuto di contractors della società britannica Democra. Katryn, dopo poco tempo dal suo arrivo a Sarajevo, scopre un traffico di minorenni dall’Est Europa: Potrebbe trattarsi dell’ennesima e ormai purtroppo ben nota tratta se non venisse progressivamente alla luce una ben più atroce verità. Le ragazze vengono messe a disposizione degli uomini delle Nazioni Unite e delle varie forze di pace che le brutalizzano. Katryn, colpita in modo particolare dalla situazione di due di loro, decide di indagare a fondo rischiando sul piano personale.
Quello di Larysa Kondracki potrebbe sembrare l’ennesimo film (anche un po’ in ritardo) sulla sporca guerra nella ex Jugoslavia. Invece, inserendosi nella scia della denuncia civile alla Winterbottom e con una Rachel Weisz in stato di grazia, si evidenzia come un’opera che si libera da uno schematismo che a volte sa di maniera. Cominciamo con il chiarire il significato del titolo. Il whistleblower è colui o colei che riferisce, in pubblico o ai propri superiori, di attività illegali commesse in un’istituzione governativa oppure in una compagnia privata o pubblica che sia. Si tratta di una figura protetta dalla legislazione americana sin dal 1863. In questo specifico caso la società definita come Democra è in realtà la DynCorp International che ha continuato ad operare per il governo statunitense sia in Iraq che in Afghanistan. Ciò che però procura uno sconcerto ancora maggiore è che in tutto ciò fossero coinvolti uomini delle Nazioni Unite a diversi livelli. Il senso di impotenza di una donna che vuole proteggere altre donne dalla perversione maschile (contro la quale gli stessi soggetti istituzionali dovrebbero lottare) emerge con grande forza da un film che si basa su fatti realmente accaduti (si veda il blog della vera Bolkovac).
Ci sono scene che toccano nel profondo per un motivo molto semplice: al cinema e in televisione abbiamo già assistito più volte alle atrocità commesse durante quel conflitto. Si aveva però l’impressione di poterle quasi chirurgicamente separare da noi e dal nostro vissuto. Erano i serbi, i bosniaci, i croati a trasformarsi in belve feroci contro esseri indifesi. Qui ci viene invece detto (con la forza del cinema) che non è andata solo così, che chi è andato con la missione di pacificare è rimasto invece (in alcuni casi ovviamente) a perpetrare il crimine. Ci sono film necessari e The Whistleblower è uno di questi. È forse per questo motivo che una distribuzione a volte miope non lo ha fatto uscire nelle sale del nostro Paese

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/2010/thewhistleblower/

 

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