Il blog del mulo

Tiramisu (Fabio De Luigi, 2016)

Regia di Fabio De Luigi. Con Fabio De Luigi, Vittoria Puccini, Angelo Duro, Alberto Farina, Giulia Bevilacqua, Nicola Pistoia, Giovanni Esposito, Orso Maria Guerrini, Pippo Franco

Genere Commedia – Italia, 2015, durata 95 minuti

Il debutto alla regia di De Luigi è troppo ancorato al linguaggio , alle ambientazioni e ai caratteri televisivi

Antonio è un rappresentante di materiale sanitario che fatica a piazzare i propri prodotti, consumandosi in lunghe attese nelle sale d’aspetto dei medici di base e nei corridoi degli ospedali. È sposato ad Aurora, bellissima docente con il dono per la cucina: il suo tiramisù è imbattibile. Quando il cognato Franco, manager di successo nel campo della moda e cinico osservatore della natura umana, insinua che il rapporto fra la sorella e suo marito non durerà per sempre perché lei si renderà prima o poi conto di aver sposato un buono a nulla (per giunta afflitto da spermatozoi pigri), Antonio decide di adottare la visione disincantata di Franco e di gettare alle ortiche ogni etica e codice morale, utilizzando il tiramisù della moglie come efficace biglietto da visita per la sua clientela.
Fabio De Luigi debutta alla regia con questa commedia da lui stesso scritta e interpretata, prodotta da Maurizio Totti e popolata da molte facce note della scuderia Colorado. Purtroppo però De Luigi, come recita una battuta del film, ha visto (e fatto) troppa televisione, e questa storia di frustrazioni e riscatti rimane solidamente ancorata al linguaggio, alle ambientazioni e ai caratteri del piccolo schermo. La trama è piena di implausibilità, fin dalle prime scene (ad esempio quella in cui, all’interno di una sala cinematografica, Aurora spiega nel dettaglio la ricetta del suo tiramisù); i personaggi non sembrano avere alcuna attinenza al reale, né nelle emozioni né nelle reazioni; Aurora e Franco rivelano inspiegabilmente (se non fosse per la provenienza regionale dei due interpreti) l’una un lieve accento toscano, l’altro un pesante accento siciliano; Antonio, pur non essendo un ignorante, non ha mai sentito parlare del pittore Andrea Mantegna (che definisce “uno straniero minore”); le scene si svolgono in una geografia immaginaria che mette insieme Roma e (probabilmente) il Friuli che ha finanziato in parte il film. Le caratterizzazioni, a parte quella dell’onnipresente De Luigi, sono appena abbozzate, dal cognato odioso alla moglie iperpaziente e divertita da tutte le battute del marito all’amico nostalgico Marco che non riesce a far funzionare un’enoteca dal nome Vini e vinili – ottima idea di marketing, di questi tempi – che invece decollerà dopo essere stata trasformata in un obsoleto discobar popolato da strappone.
Qualsiasi episodio di Love Bugs era più divertente e persino più credibile di Tiramisù, ed è un peccato, perché De Luigi è stato un comico originale alla corte della Gialappa’s e un interprete interessante nella squadra di Gabriele Salvatores e Alessandro Genovesi. Ma la sua vera identità individuale d’autore deve ancora venire allo scoperto.

Recensione di Paola casella: https://www.mymovies.it/film/2015/tiramisu/

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