Il blog del mulo

UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE (Gan Bi)

Un film di Gan Bi con Wei TangSylvia ChangMeng LiJue HuangYongzhong ChenLee Hong-Chi Titolo originale: Long Day’s Journey Into Night. Genere Drammatico, – Cina2018durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 30 luglio 2020 distribuito da Movies Inspired.

Luo Hongwu fa ritorno a Kaili, a 12 anni di distanza da una relazione che non è riuscito a dimenticare. Fa il possibile per ritrovare la donna e per ricostruire quanto è avvenuto, ma i suoi ricordi si mescolano alla sua immaginazione. Come è fatta la memoria? Come lavorano i ricordi? Una domanda su cui si interrogano da secoli scienziati e romanzieri come Proust, senza trovare una risposta certa. Deve essersi posto lo stesso quesito Bi Gan, che in Un lungo viaggio nella notte – il titolo originale è invece traducibile con “L’ultima notte sulla Terra”, a sua volta traduzione della raccolta di racconti “Chiamate telefoniche” di Roberto Bolaño – prova a dipanare la matassa di un ricordo che si confonde con un sogno e, forse, non è né l’uno né l’altro.

Una narrazione non lineare che procede avanti e indietro, in modo irregolare e mendace. Perché i ricordi “possono essere veri o falsi, ma il cinema è sempre falso”.

Proprio la sala cinematografica è al centro delle scorribande notturne della mente del protagonista Luo Hongwu: lì dovrebbe eseguire un delitto che sembra fallire, lì dovrebbe attendere il momento opportuno per un appuntamento. Ma si addormenta sulla poltroncina, poi sogna e il filo logico della consequenzialità degli eventi si smarrisce irrimediabilmente. Bi rivisita tecniche e ispirazioni del suo folgorante debutto, Kaili Blues, e in un certo senso lo reinventa, con un differente budget e ambizioni incontenibili.

La città natale di Bi, Kaili, è ancora al centro della narrazione, ossia dello stream of consciousness del protagonista. Musa e dannazione dello stesso è invece Tang Wei, incarnazione della donna amata, inafferrabile, inaffidabile, irresistibile. La sua leggerezza levitante richiama, come illustra la locandina internazionale del film, gli amanti di Marc Chagall, che Bi ricrea servendosi di tre tecniche cinematografiche, audacemente fuse tra loro: piano sequenza, 3D e un drone per effettuare riprese aeree.

Il segmento più onirico del film si serve di questa combinazione per trascinare con sé lo spettatore. Se questo si offre come complice al regista, il viaggio diviene una indimenticabile evasione gravitazionale: “se il mio corpo è di idrogeno, allora i miei ricordi sono di pietra”, sentenzia la voce over nell’incipit del film

commento visibile quì:

https://www.mymovies.it/film/2018/long-days-journey-into-night/

tres, che come sempre augura a tutti buona giornata e salute, e augura anche di non aver bisogno del ministro Speranza!

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