Il blog del mulo

Una donna e una canaglia (Claude Lelouch, 1973)

Regia di Claude Lelouch. Con Lilo De La Passardiere, Frédéric De Pasquale, Françoise Fabian, André Falcon, Charles Gérard, Claude Mann, Mireille Mathieu, Bettina Rheims, Gerard Sire, Silvano Tranquilli, Lino Ventura

Titolo originale: La bonne année. Genere Commedia – Francia, 1973, durata 115 minuti

Lelouch affronta il genere polar iniziando a sperimentare quello stile ellittico che finirà con l’identificarsi con il suo modo di fare cinema

Uscito dal carcere per un condono Simon viene pedinato da due poliziotti in borghese fino alla sua abitazione dove apprende che la sua compagna vive con un altro uomo. Unico suo obiettivo è ora ritrovare il complice con il quale aveva compiuto una rapina alla gioielleria Van Cleef a Cannes. In quell’occasione aveva anche conosciuto Françoise, la donna che ora sembra averlo lasciato per sempre.
Insieme a Voyou(La canaglia) e al successivo Il gatto, il topo, la paura e l’amore questo film fa parte della “trilogia della fortuna” e affronta con decisione il genere polar così caro ai francesi. Lelouch lo fa, come sempre, in modo personale iniziando a sperimentare quello stile ellittico che finirà con l’identificarsi con il suo modo di fare cinema. Abbiamo così flashback che si inseriscono nell’arco della giornata in cui si svolge l’azione aprendo finestre in cui vengono compressi cinque anni di vita dei protagonisti così come anticipazioni di azioni che si collocheranno poi in un tempo successivo. Il narcisismo mai occultato del regista si ammanta di ironia nella scena di apertura in cui i carcerati non apprezzano la proiezione di Un uomo, una donna ma rivela anche il suo intimo sentire. Ciò accade quando Simon (un Lino Ventura perfettamente a proprio agio nel ruolo dell’orso solitario) viene messo alle strette, la vigilia di Natale, da un gruppo di pseudointellettuali. Nel momento in cui costoro scoprono che non si interessa alle critiche sui film gli chiedono come faccia a scegliere cosa andare a vedere. La risposta è tagliente: “Faccio come con le donne. Mi prendo i miei rischi.” Lelouch è stato spesso accusato di disinteresse per quanto si andava muovendo nella società e quindi di scarso impegno. Questo film è la riprova che contro di lui si è riproposto un pregiudizio. Simon è un maschilista che, uscito dal carcere dopo una detenzione non breve, viene messo a confronto con un mondo che è cambiato e deve decidere se cercare di capire cosa è accaduto o ritirarsi in una solitudine autoreferenziale. Non sono proprio tematiche da disimpegno.

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/1973/unadonnaeunacanaglia/

2 replies to “Una donna e una canaglia (Claude Lelouch, 1973)

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