Il blog del mulo

Una intima convinzione (Antoine Raimbault, 2018)

Regia di Antoine Raimbault. Con Marina Foïs, Olivier Gourmet, Laurent Lucas, Philippe Uchan, Jean Benguigui, François Fehner, François Caron, Philippe Dormoy, Jean-Claude Leguay, Armande Boulanger, Steve Tientcheu, Léo Labertrandie

Titolo originale: Une Intime Conviction. Genere Drammatico, – Francia, 2019, durata 110 minuti

Un esordio solido e attento ai dettagli, con personaggi ben delineati e numerosi spunti di riflessione

Dopo aver assistito al processo di Jacques Viguier, accusato dell’omicidio della moglie (di cui non si è ritrovato il cadavere) ed assolto in seconda istanza, Nora, una madre e lavoratrice, decide di sostenerne la causa quando viene fatto ricorso contro la sentenza. La vicenda si trascina ormai da 10 anni e la donna riesce a convincere l’avvocato Dupont-Moretti, un principe del Foro, ad assumerne la difesa. L’avvocato accetta a patto che sia lei a sbobinare le innumerevoli ore di intercettazione del suo principale accusatore, l’amante della moglie.
Antoine Raimbault conosce bene le dinamiche dei confronti nelle aule giudiziarie e lo dimostra ampiamente in questo suo primo lungometraggio.
Se è vero (come è vero) che la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” ha uno share altissimo ed un pubblico affezionato composto da uomini e donne questo film dovrebbe ottenere un più che buon successo al pur complicato box office di questi nostri difficili tempi. Perché Raimbault, coadiuvato da tre protagonisti tutti all’altezza dei ruoli assegnatigli (in particolare Olivier Gourmet nella complessa psicologia dell’avvocato), riesce ad affrontare un caso realmente accaduto in Francia aggiungendovi la figura di Nora che diviene determinante per favorire l’immedesimazione dello spettatore.
Perché questa donna, che finisce con il mettere in secondo piano sia il figlio che il lavoro per dedicarsi all’aiuto di uno sconosciuto della cui innocenza ha l’intima convinzione del titolo, rappresenta coloro che dinanzi a un caso che da processuale si trasforma in mediatico finiscono con il prendere una posizione con l’a volte malcelato desiderio di poter intervenire per sostenere la causa di uno o dell’altro dei coinvolti.
Nel film Nora inizialmente accetta di mettersi al servizio di Dupont-Moretti fornendogli materiale prezioso di riflessione ma progressivamente diventa il suo stimolo se non la sua spina nel fianco quando il legale sembra più incline ad ascoltare ciò che gli detta l’esperienza rispetto a quei segnali quasi istintivi che potrebbero fare la differenza.

Recensione di Giancarlo Zappoli: https://www.mymovies.it/film/2019/une-intime-conviction/

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