Vedo nudo (Dino Risi, 1969)

Regia di Dino Risi. Con Nino Manfredi, Sylva Koscina, Véronique Vendell, John Karlsen, Umberto D’Orsi, Nerina Montagnani

Genere Commedia – Italia, 1969, durata 119 minuti

Un mago della pubblicità erotica improvvisamente incomincia a veder nude tutte le donne che incontra. Ha vinto un premio ai David di Donatello

Film a episodi: una diva accompagna in ospedale un ferito, ma tutti non hanno occhi che per lei; un contadino minorato è accusato di aver violato una gallina; una corrispondenza epistolare tra un uomo e una donna si rivelerà diversa da quello che sembra; un miope scambia il suo stesso riflesso per una donna nuda; una giovane si concede ad un operaio scambiandolo per un maniaco; un feticista delle locomotive si eccita soltanto alla stazione; un pubblicitario che vede donne nude ovunque si fa curare da uno psichiatra, ma la terapia non sortirà l’effetto voluto.
Sette capitoli, di diversa durata e riuscita, interpretati da Nino Manfredi e tutti orbitanti intorno all’attrazione erotica. Vedo nudo, che prende il titolo dall’ultimo segmento, il più riuscito insieme al terzo, Ornella, e al quinto, L’ultima vergine, coniuga insieme la moda del film a episodi con una tematica di richiamo e cassetta come può essere quella della sessualità. Opera minore nell’itinerario di Dino Risi, si dimostra un veicolo perfetto per le doti interpretative dell’attore romano, camaleonte vero che porta sulle proprie spalle il peso di un lavoro interessante, ma troppo discontinuo. La sceneggiatura di Ruggero Maccari e Jaja Fiastri estende soggetti dello stesso Maccari, del regista, di Fabio Carpi e Bernardino Zapponi, probabilmente troppe diverse sensibilità per la necessaria unità d’insieme.
Probabilmente è il caso di un’operazione tardiva in cui l’autore di I mostri concede troppo al bozzettismo (c’è anche Jimmy il Fenomeno), finendo con lo specchiarsi in una realtà sociale, intanto, cambiata a dismisura. Migliore dell’affine Sessomatto, medesimo progetto con Giancarlo Giannini al posto di Manfredi, dà l’impressione di procedere lungo un percorso ad ostacoli, nel quale si scontano momenti fiacchi e ripetitivi, al netto di altri in cui Risi si ricorda di essere un grande regista: in Ornella, il confronto con Enrico Maria Salerno, come osservato dall’esterno con ammirevole pudore, è una riuscitissima indagine sulla solitudine.
Grande successo di pubblico al momento dell’uscita, Vedo nudo è una commedia strettamente legata al tempo in cui fu girata, si pensi soltanto al reparto musicale come all’apparato scenografico, da cui prendere solo il meglio. È la settima e ultima pellicola, comprese le antologiche I complessi e Le bambole, in cui Risi ha diretto Manfredi. Musiche di Armando Trovajoli.

Recensione: https://www.mymovies.it/film/1969/vedonudo/

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